Satelliti italiani e europei catturano immagini inondazioni Piemonte e Liguria

Dopo l'area colpita dal terremoto, i satelliti italiani ed europei hanno ora diretto i loro occhi sulle zone colpite dalle ultime inondazioni. A poco più di 24 ore dall’evento meteo-idrologico che ha colpito duramente il Piemonte e la Liguria occidentale, il sistema di protezione civile ha infatti già a disposizione le mappe delle aree colpite grazie ai sistemi satellitari italiano Cosmo-SkyMed ed europeo Copernicus. Ricostruire il quadro dallo spazio, spiega l'Agenzia Spaziale Italiana, "è stato possibile in base ai meccanismi di collaborazione messi a punto nel contesto del sistema nazionale, grazie al nostro Collaborative Ground Segment e grazie al meccanismo europeo di protezione civile".

Nello specifico, sulla base della richiesta formulata dal Dipartimento della Protezione civile in coordinamento con le Regioni coinvolte, l’Agenzia Spaziale Italiana ha programmato "una serie di acquisizioni con i quattro satelliti della costellazione Cosmo-SkyMed, sfruttando la sua tempestività di reazione alle richieste degli utenti". Contemporaneamente, grazie al Collaborative Ground Segment italiano e con il supporto di Esa, continua l'ente spaziale italiano, "è stato possibile accedere ai dati che la missione Copernicus Sentinel-1 acquisisce in modo regolare su tutto il territorio europeo, visto che già era prevista un’acquisizione sull’area nella sera del 24 novembre".

Le due famiglie di satelliti sono equipaggiate con radar ad apertura sintetica, che consentono di catturare immagini anche nelle ore notturne e in presenza di nuvole. Parallelamente, il Dipartimento della Protezione civile, attraverso una richiesta inviata alla Commissione Europea, ha attivato anche il supporto del servizio 'core' europeo di mappatura satellitare Copernicus Emergency Management Service per riceverne i prodotti.

"Combinando la possibilità di richiedere acquisizioni a più alta risoluzione con Cosmo-SkyMed con il monitoraggio regolare garantito da Sentinel-1 è possibile avere informazioni di dettaglio in un quadro sinottico più ampio" spiega ancora l'Asi. I dati Sar acquisiti sono stati poi elaborati da Fondazione Cima, Centro di competenza del Dipartimento della Protezione Civile, che ha fornito il servizio 'downstream' a livello nazionale.

Grazie al radar ad apertura sintetica (Sar) dei satelliti Cosmo SkyMed, sono state prodotte, riferisce l'Agenzia Spaziale Italiana, "le mappe inondate riferite alle ore 18.14 del 24 novembre e alle ore 6.11 del 25 novembre 2016 di un'area che include le zone più colpite da inondazioni dei bacini dei fiumi Bormida, Tanaro, Pellice e Po". "Il deflusso della piena lungo l’asta di quest’ultimo sarà monitorato fino a lunedì 28 novembre" avverte l'Asi.

A supporto delle attività di protezione civile, conclude l'Asi, "è stato così possibile mettere in campo, a poche ore dagli eventi emergenziali, strumenti satellitari e servizi che stanno consentendo sia di valutare nell’immediato gli effetti di quanto avvenuto, sia di continuare a monitorare la situazione".