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Pavia, cocaina ed eroina spacciata in risaie: tre arresti

CRONACA
Pavia, cocaina ed eroina spacciata in risaie: tre arresti

Sgominata dai carabinieri di Vigevano, comune in provincia di Pavia, una banda specializzata nello spaccio di cocaina ed eroina con base operativa nelle risaie della Lomellina. L'operazione, ribattezzata 'Riso amaro' ha portato in manette tre marocchini e ha consentito il sequestro di quasi due etti di droga. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore di Pavia, Andrea Zanoncelli, sono iniziate dopo le segnalazioni di alcuni agricoltori e in particolare di un sindaco di un comune coinvolto, che avevano notato un via vai di persone insolito per quelle zone.

I militari hanno ricostruito il percorso che i tre, con vari domicili tra Milano (zona Giambellino), Corsico e Vigevano, facevano quotidianamente per recarsi "al lavoro" e quando hanno avuto la certezza che avevano della droga da piazzare sono intervenuti. In manette, per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio in concorso, sono finiti un 28enne detto 'Ale il pallido', un 29enne conosciuto come 'Barba' e un 25enne soprannominato 'Lo scuro'. Nei confronti dei tre, si cercano altri complici dell'attività di spaccio, gli inquirenti hanno raccolto diversi elementi. In particolare la banda avevano allestito una "ramificata e organizzata piazza di spaccio" in alcune risaie nei comuni pavesi di Vigevano, Parona, Cilavegna, Nicorvo, Castelnovetto e Sant'Angelo Lomellina.

La droga, eroina e cocaina, era destinata a consumatori della zona, ma anche provenienti dalle province di Novara, Alessandria, Vercelli e Asti. "Spaventoso", lo definiscono gli investigatori "il fenomeno del ritorno prepotente delle dipendenze da eroina, ora non più consumata con le siringhe, ma sniffata, inalata o fumata". L'eroina era ceduta a 20 euro a dose (circa un grammo), mentre la cocaina a 60 euro a dose (circa mezzo grammo). Il giro di affari della piazza, si aggirava "intorno ai 5.000 euro al giorno, con un ricavo netto, per i tre, di circa 150.000 euro al mese. La droga sequestrata all’ingrosso vale circa 10.000 euro" sottolineano i militari.

Nel corso delle indagini è emerso che i tre non hanno esitato a detenere armi (pistole, bastoni e coltelli) per intimidire i clienti - le 'ordinazioni' avvenivano via sms usando 'bianca' o 'bella' per la cocaina e 'scura' o 'brutta' per l'eroina - evitando ogni discussione sia sulla qualità di stupefacente venduto che per mantenere il predominio della piazza.

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