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Minori, la Garante: "Troppo a lungo nei centri migranti, attesa nuoce a integrazione"

CRONACA
Minori, la Garante: Troppo a lungo nei centri migranti, attesa nuoce a integrazione

Filomena Albano in visita a Noto, nella struttura per ragazze straniere sole

Quasi 26.000 minori non accompagnati arrivati in Italia nel 2016, il doppio dell'anno precedente. I centri di prima accoglienza sono pieni, non solo per l'elevato numero ma per la permanenza prolungata degli ospiti. Un ostacolo che va superato. "Abbiamo verificato che queste strutture, dove il periodo di trattenimento per legge dovrebbe durare al massimo 60 giorni, in realtà tiene ragazzi e ragazze per un periodo di tempo indefinito. Il sistema dunque non sta funzionando", denuncia all'Adnkronos la Garante per l'infanzia e l'adolescenza Filomena Albano che, dopo il Nord e la Puglia, ha appena concluso il tour in Sicilia nell'ambito del programma di visite di monitoraggio dei centri di prima accoglienza per accertare sul campo le condizioni di vita dei minori stranieri.

"Questi centri non sono strutturati per creare progetti individuali. E l'attesa nuoce all'integrazione", rileva Albano sottolineando che "ci sono ragazzi che sono entrati nel mese di agosto e stanno ancora lì senza prospettiva di uscire. Vorrebbero iniziare un progetto di vita futura ma sono bloccati nei centri". Ragazzi che hanno in media tra i 16 e i 17 anni, provenienti, nella maggior parte dei casi, da paesi africani (in particolare, Gambia, Nigeria, Egitto ed Eritrea).

Dopo la prima tappa a Catania, la Garante ha visitato ieri a Noto una struttura che ospita 25 ragazze, quasi tutte nigeriane, solo due ivoriane e due somale. "Sono arrivate sole sulle nostre coste, alcune hanno solo 14 anni. Queste giovanissime, in condizione di particolare fragilità e vulnerabilità, sono tutte vittime, chi di tratta, chi di violenza durante la traversata". Avrebbero bisogno di "un'assistenza speciale fin dal loro arrivo"; inoltre la loro "integrazione, già ostacolata dal fatto che le ragazze fanno gruppo in base alla loro provenienza, resta ancora più difficile" fintanto che sono trattenute nei Centri di prima accoglienza, destinati solo allo screening sanitario e all'identificazione.

In generale, ragazzi e ragazze vogliono rimanere in Italia. "Purtroppo - evidenzia Albano - quelli che avevano un forte progetto migratorio al di fuori dei confini nazionali, si sono resi irreperibili". Oltre 6.500, secondo i dati ufficiali. Ragazzi che per raggiungere parenti o amici lontani "corrono enormi rischi dal momento che lasciano le strutture di prima accoglienza e si avventurano da soli in Europa".

A garanzia di un percorso di accoglienza e di integrazione dei minori stranieri che arrivano da noi soli, la Garante Albano spiega che le sue visite nei centri di prima accoglienza d'Italia hanno lo scopo anche di "fare rete sul territorio" attraverso incontri istituzionali. "In particolar modo, in Sicilia c'è una notevole consapevolezza delle problematiche che riguardano i minori stranieri".

Gestire l'ondata di arrivi, che "ha messo in crisi il nostro sistema di accoglienza", non è semplice. Anche per via di un meccanismo complesso per cui "bisognerebbe rendere organico il collegamento tra tutti i soggetti istituzionali deputati all'accoglienza e alla tutela dei minori soli", osserva Albano. Un passo avanti lo si farà con l'approvazione definitiva alla Camera del ddl sui minori non accompagnati. "Finalmente una legge organica in materia, che tra l'altro abbrevierà i tempi dell'accoglienza (10 giorni per l'identificazione, 30 in luogo dei 60 attuali per la permanenza nei centri di prima accoglienza). Spero che venga approvata quanto prima", conclude.

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