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Lombardia, Pirellone ricorda le vittime di mafia e dedica un tributo alle scorte

CRONACA
Lombardia, Pirellone ricorda le vittime di mafia e dedica un tributo alle scorte

"Paolo Borsellino diceva: 'Se la gioventù le negherà il consenso, anche l'onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo'". Citando una frase del magistrato simbolo della lotta alla mafia, il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo, ha aperto la 'Giornata regionale dell'impegno contro le mafie e in ricordo delle vittime', un evento rivolto ai ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado, organizzato dalla commissione speciale antimafia in collaborazione con il comitato tecnico-scientifico per la legalità e il contrasto alle mafie del Consiglio regionale della Lombardia. Un tributo che il Pirellone, quest'anno, ha voluto dedicare agli uomini e alle donne delle scorte, morti nell'adempimento del loro dovere.

Circa 300 gli studenti presenti all'auditorium Gaber di Milano, che si sono alternati sul palco per presentare i progetti da loro elaborati per l'occasione, con esibizioni di musica, proiezione di videoclip e letture. Ad assistere, in prima fila, anche Emanuele Schifani e Tina Martinez, rispettivamente figlio di Vito e vedova di Antonio Montinaro, agenti della scorta del giudice Falcone morti nella strage di Capaci e ricordati assieme ad altri volti simbolo della lotto alla mafia in un video proiettato sulle note dei Modena City Ramblers.

"Abbiamo visto scorrere sullo schermo tanti volti che sono quelli delle vittime della mafia - ha detto nel suo intervento Cattaneo -; uomini e donne che credevano nello Stato e lavoravano in difesa delle istituzioni democratiche". Poi ha osservato: "Eventi come quello di oggi rischiano di essere considerati iniziative retoriche che scivolano nella semplice commemorazione", ma "in realtà il senso di questa giornata è più profondo e riguarda la consapevolezza che dobbiamo avere" rispetto al fatto che "questo fenomeno riguarda tutti noi".

In passato, ha aggiunto Cattaneo, "eravamo abituati a pensare che la mafia fosse una realtà lontana, che coinvolgesse solo il sud". E invece "tocca da vicino anche noi: basti pensare che la Lombardia è la quinta regione per beni confiscati, con 1226 immobili sequestrati". Proprio per questo "nel 2015 abbiamo istituito la commissione speciale antimafia" e "quest'anno abbiamo istituito il comitato tecnico-scientifico per la legalità e il contrasto alle mafie".

Questi "sono segni significativi della volontà e del desiderio che abbiamo, come Consiglio regionale, nel voler assumere responsabilmente un ruolo per sensibilizzare ed educare alla legalità le giovani generazioni". Oltre ad agire, però, "bisogna anche parlare. Lo diceva anche Paolo Borsellino, che con Giovanni Falcone è il simbolo del sacrificio estremo nella lotta contro la mafia". Parlarne "è necessario - ha detto Cattaneo - perché l'illegalità si diffonde con l'omertà e l'indifferenza". Dunque "sollevare un velo è il primo modo per instillare gli anticorpi nel tessuto sociale, che sono l'unico strumento per contrastare questo fenomeno".

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