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Frati (Neuromed): "Con legge Gelli addio al Far West in aule tribunali"

CRONACA
Frati (Neuromed): Con legge Gelli addio al Far West in aule tribunali

(Fotogramma)

"Si tratta di una legge straordinaria che mette l’interesse del paziente al centro del sistema. Si eviterà il Far West nei tribunali e il contenzioso medico-paziente diminuirà". Così Luigi Frati, direttore scientifico dell’Irccs Neuromed, aprendo i lavori del convegno nazionale sulla responsabilità dei professionisti della sanità, promosso dall’Istituto di Pozzili (Is), alla luce della nuova legge Gelli-Bianco. (Video)

Secondo il testo, approvato definitivamente dal Parlamento lo scorso 28 febbraio (e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17 marzo scorso), il medico che provoca un danno a un paziente per imperizia non sarà penalmente punibile per colpa se ha rispettato le linee guida e le buone pratiche assistenziali. Se da una parte si alleggerisce la pressione esercitata dal timore di conseguenze penali per i camici bianchi, riducendo di conseguenza la medicina difensiva, dall'altra si cercano di accelerare e rendere più sicuri i risarcimenti nei confronti dei pazienti vittime di malasanità ed errori vari in corsia e negli ambulatori.

"Questa legge - spiega Frati - porterà un risparmio di spesa nel servizio sanitario. Per la prima volta viene detto che il medico si deve uniformare nel trattare i pazienti al meglio che offre la ricerca biomedica mondiale. Infatti, è la ricerca biomedica quella che guida la diagnostica e la terapia che deve essere messa a disposizione del paziente. Non a caso - aggiunge - questo incontro si tiene qui al Neuromed, un istituto di cura a carattere scientifico e luogo dove, appunto, si contribuisce alle messa a punto di linee guida".

I contenziosi in sanità hanno un costo elevato, stimabile in quasi 2 miliardi di euro l'anno. Secondo l’Eurobarometro, agenzia dell’Unione Europea, su un campione di 5.000 pazienti, il 68% ritiene che gli errori medici e di errata prescrizione dei farmaci siano tra i problemi più rilevanti di cui sono fortemente preoccupati. Il 23% del campione dichiara di avere avuto personalmente o in famiglia problemi causati da errori medici. I ricorsi sono aumentati di circa il 38% in tutti gli Stati negli ultimi 5 anni.

Inoltre, secondo un’indagine dell’Ania (Associazione nazionale imprese assicuratrici), in un anno solare si registrano circa 34.000 denunce da parte di cittadini per danni subiti da medici privati e nelle strutture sanitarie. Considerato che un risarcimento si aggira tra i 25.000 e i 40.000 euro, il costo economico della 'malpractice' potrebbe superare i 2 miliardi di euro l’anno. Cifre teoriche, ma che fanno riflettere se si considera che rappresentano il 2% del Fsn (Fondo sanitario nazionale).

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