Gay Pride, l'onda arcobaleno sfila per Roma

Gay Pride al via. Si alza il sipario sulla storica parata per la rivendicazione dei diritti delle persone Lgbtqi - lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, queer e intersessuali - in scena a Roma (FOTOGALLERY). Un concentrato di allegria, musica e colori tra parrucche e costumi la fa da padrone sui carri. Da Piazza della Repubblica si arriva a Piazza della Madonna di Loreto dove il bus inglese a due piani del coordinamento Roma Pride si trasforma in palco per gli interventi politici. Dai diversi rappresentanti del Campidoglio (il vicesindaco Luca Bergamo e l'assessore allo Sport Daniele Frongia in testa) a quelli della giunta regionale, da Susanna Camusso (Cgil) a Monica Cirinnà, madrina delle Unioni civili, a Renata Polverini, in tanti hanno aderito alla ventiquattresima parata arcobaleno della Capitale.

'La mia libertà protegge la tua'; 'Sesso, razza, credo: bello perché vario!; 'Né Stato, né Dio sul corpo mio'. Sono alcuni dei cartelli che si leggono tra i numerosi partecipanti al Roma Pride. Bandiere, coroncine e cappelli arcobaleno colorano la piazza tra musica e balli.

Ad aprire il corteo lo striscione con impresso lo slogan della nuova edizione: 'Corpi senza confini'. "Perché vogliamo superare tutti i confini ideologici, morali, psicologici che ci chiudono nelle barriere dell'omofobia, lesbofobia, transfobia. Che ci chiudono nelle barriere della violenza di genere e in quelle fisiche e sanitarie, perché chiediamo che lo Stato intervenga con delle politiche di prevenzione sulle infezioni sessualmente trasmesse e soprattutto per una educazione alla cultura sessuale", spiega all'Adnkronos Sebastiano Secci, portavoce del Roma Pride, sottolineando che 'Corpi senza confini' sarà il nuovo grido di battaglia per i diritti e per il riconoscimento delle differenze di tutte le persone lgbti.

Quindici i carri che hanno attraversato il centro passando a Piazza dei Cinquecento, Via Cavour, Piazza dell’Esquilino, Via Liberiana, Piazza Santa Maria Maggiore, Via Merulana, Via Labicana, Piazza del Colosseo, Largo Corrado Ricci e infine Piazza della Madonna di Loreto.

Dopo il bus inglese del coordinamento presenti il Carro del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, in tema con la campagna di comunicazione di quest’anno, con tutte le volontarie e i volontari che indossano la maglietta con lo slogan 'Scopriamoci – Corpi senza confini'. Novità di quest'anno la presenza dell'Unione sindacale di base con una nutrita e colorata rappresentanza dei Vigili del Fuoco e il carro dell'ambasciata del Canada, con al seguito la delegazione del Quebec e le rappresentanze delle ambasciate di Australia, Spagna, Regno Unito e Germania.

Presente poi il carro Degender-Communia, in rappresentanza dei collettivi e degli spazi sociali della Capitale, dell’universo composito dell’occupazione e dell’autogestione, del femminismo, del trans femminismo e del mondo queer. Il carro della Cgil che è da anni ormai presenza politica costante del Roma Pride. Il carro di Taffo Funeral Services, sponsor della manifestazione, che ha prodotto una sua campagna di comunicazione di sicure effetto: una lapide con un epitaffio, lo slogan 'Seppelliamo l’omofobia'.

Il carro Muccassassina, 'We are the wonderland', un tripudio di scenografie che richiamano la favola di Alice nel paese delle meraviglie con drag queen, gogo boys e animazione che richiamano il party finale di chiusura del Roma Pride al Gay Village. Partecipano inoltre alla sfilata i carri di Agedo, il mezzo elettrico che accompagna lo spezzone delle Famiglie Arcobaleno, di Arcigay Roma, dell’Associazione Hulahoop, il carro 'Da vicino nessuno è normale', il mezzo elettrico di New Citology, il carro del festival 'Nostri i corpi nostre le città', a dimostrazione dell’anima eterogenea che ogni anno vivacizza la manifestazione Roma Pride.

"Da 24 anni invadiamo gioiosamente le strade della Capitale. È importante essere qui con noi oggi", sottolinea ancora Sebastiano Secci. "Rivendichiamo con orgoglio la 'carnevalata', quella che spesso è la maggiore accusa che ci fanno i nostri detrattori", aggiunge.

"La libertà di essere così come siamo e così come vogliamo ce la siamo guadagnata con anni e anni di lotta e invito tutti a venire al Gay Pride per conoscerci, perché la conoscenza e l'unico modo per superare la paura del diverso che crea dei mostri: omofobia, lesbofobia, transfobia".