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Prevenzione incendi, in Italia funziona così

CRONACA
Prevenzione incendi, in Italia funziona così

Immagine d'archivio (FOTOGRAMMA)

Il drammatico incendio alla Grenfell Tower ha aperto il dibattito in Gran Bretagna sulle misure di sicurezza anti-incendio. La causa del rogo non è ancora accertata ma - tra le varie cose - si punta il dito anche sul rivestimento esterno del grattacielo, sostituito di recente e che, secondo gli esperti, non sarebbe stato ignifugo a sufficienza.

Per quanto riguarda le attività e le strutture sottoposte ai controlli di prevenzione incendi, qui in Italia - entrato in vigore il 7 ottobre 2011 - con il 'Nuovo Regolamento' è stato concretamente adottato il principio di proporzionalità: ovvero, gli adempimenti amministrativi saranno diversificati sulla base della complessità del rischio.

E' stata inoltre snellita la documentazione tecnica richiesta e sono stati eliminati gli adempimenti ridondanti. Sul sito dei Vigili del Fuoco è a disposizione un vademecum con le principali novità e le istruzioni per l'uso del documento (LEGGI QUI).

Il nuovo Regolamento (d.P.R. n. 151/2011) semplifica gli adempimenti assicurando, per tutti, tempi certi e prevedendo procedure diverse sulla base del rischio. Per questo le attività sottoposte ai controlli anti-incendio sono distinte in tre categorie:

- CATEGORIA A: attività a basso rischio e standardizzate. Appartengono alla Categoria A, si legge sul portale di Vigili del Fuoco, le attività che non sono suscettibili di provocare rischi significativi per l'incolumità pubblica e che sono contraddistinte da un limitato livello di complessità e da norme tecniche di riferimento.

Vi rientrano: piccoli alberghi tra i 25 e i 50 posti letto, aziende e uffici che hanno tra le 300 e le 500 persone presenti, autorimesse tra i 300 mq e i 1.000 mq, edifici destinati ad uso civile con altezza antincendio tra i 24 e i 32 metri, gli impianti di produzione di calore con potenzialità tra 116 kW e 350 kW, strutture sanitarie tra i 25 e i 50 posti letto, teatri e studi per le riprese cinematografiche e televisive fino a 25 persone presenti.

- CATEGORIA B: attività a medio rischio. Qui rientrano le attività caratterizzate da una media complessità e da un medio rischio, nonché le attività che non hanno normativa tecnica di riferimento e non sono da ritenersi ad alto rischio.

In questo caso: alberghi tra i 50 e i 100 posti letto, i campeggi, le strutture sanitarie tra 50 e 100 posti letto, i locali per la vendita al dettaglio o all’ingrosso di superfici comprese tra i 600 e i 1.500 mq, le aziende e gli uffici che hanno tra 500 e 800 persone, le autorimesse tra 1.000 e 3.000 mq, gli edifici destinati ad uso civile con altezza antincendio tra i 32 e i 54 metri.

- CATEGORIA C: attività a elevato rischio. Tutte le attività ad alto rischio e ad alta complessità tecnico-gestionale.

Qui abbiamo: centrali termoelettriche, i teatri e gli studi televisivi con più di 100 persone presenti, le strutture sanitarie e gli alberghi con oltre 100 posti, le aziende e gli uffici con oltre 800 persone presenti, gli edifici con altezza antincendio di oltre 54 metri, le stazioni ferroviarie e metropolitane.

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