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Gaffe 'traccie', cosa dice la regola sul plurale dei nomi in -cia e -gia

CRONACA
Gaffe 'traccie', cosa dice la regola sul plurale dei nomi in -cia e -gia

(Fotogramma)

Il sito del ministero dell'Istruzione 'inciampa' in un errore ortografico scrivendo "traccie" con la i poi si scusa e corregge mentre la gaffe, a poche ore dall'inizio degli esami di Maturità, rimbalza sui social network. Ma cosa prevede la regola sul plurale dei nomi in -cia e -gia?

"Se la c e la g sono precedute da una vocale (ciliegia, camicia, fiducia), allora la i si mantiene nel plurale; se invece la c e la g sono precedute da una consonante (pioggia, pancia), allora la i si elimina", si legge nella scheda dedicata ai plurali difficili del volume 'Il salvaitaliano' di Valeria Della Valle e Giuseppe Patota.

L'invito è però sempre a controllare la forma giusta sul vocabolario perché "accanto ai plurali considerati corretti, anche forme come ciliege, valige e provincie sono ormai usate e largamente accettate".

L'Accademia della Crusca, rispondendo a un quesito sul proprio sito, spiega, a proposito della regola, che "ciò che adesso è una norma accettata nelle grammatiche scolastiche, in realtà è una innovazione proposta in modo definitivo da Bruno Migliorini nel 1949 nel suo articolo 'Il plurale dei nomi in cia e gia' pubblicato su 'Lingua Nostra'" mentre "precedentemente si operava una distinzione basata su criteri etimologici".

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