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'Ndrangheta, Klaus Davi: "Rinuncio a misure di sicurezza"

CRONACA
'Ndrangheta, Klaus Davi: Rinuncio a misure di sicurezza

(Fotogramma)

Il massmediologo Klaus Davi ha comunicato al prefetto di Reggio Calabria, il dottor Michele di Bari, la sua decisione di rinunciare alle misure di prevenzione di cui era oggetto nei suoi viaggi in Calabria. La decisione di far seguire la troupe di Davi dagli agenti della Digos era stata presa un anno fa dal 'Comitato per l’ordine della sicurezza' che aveva giudicato potenzialmente rischioso il giornalismo di Davi, spesso in prima linea nei quartieri ad alta densità mafiosa.

Davi ha tenuto a sottolineare la propria stima per lo stesso prefetto, per Raffaele Grassi, questore di Reggio Calabria, nonché per il procuratore capo, Federico Cafiero de Raho, “ai quali dobbiamo continue vittorie dello Stato, come dimostrato con le catture di Giuseppe Giorgi, Marcello Pesce e Vincenzo Macrì, boss di spessore internazionale”. In un tweet successivo il giornalista ha commentato: “I killer stanno più a Roma che ad Archi (ndr: il quartiere dei boss di Reggio Calabria dove Davi ha realizzato numerosi servizi), ormai la ‘ndrangheta intimidisce con cause e querele e io ne dovrò affrontare diverse, l'ultima del clan Labate, un concentrato di mafiosità, delinquenza e arroganza, una famiglia che è un vero e proprio cancro per la Calabria”.

Il massmediologo aveva rivolto nei giorni scorsi un appello al governo sulla questione delle querele temerarie, “ma non ho avuto alcuna risposta”, ha detto. In merito alla chiusura dell’Arena voluta dalla Rai, programma di Massimo Giletti con cui collaborava da dieci anni, Klaus Davi ha concluso: “Non commento scelte editoriali di una grande azienda come la Rai. Per me Massimo Giletti è di gran lunga il numero uno. Vuol dire che sarò più spesso in Calabria”.

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