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Reliquie, oro e calici: boom furti di oggetti sacri

CRONACA
Reliquie, oro e calici: boom furti di oggetti sacri

(Fotogramma)

C'è chi ruba le offerte donate dai fedeli, azioni ormai all'ordine del giorno tanto da non fare quasi più notizia; e chi mette a segno colpi architettati ad hoc portandosi via opere d'arte e reliquie: chiese violate dai ladri con un bilancio nel 2016 di 215 furti (+18,8%) e 1.849 oggetti trafugati. A fare il punto è il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (Tpc) precisando che le opere scultoree sono quelle maggiormente prese di mira dai predatori dell'arte sacra (852 casi di sottrazione), seguite da oggetti come pissidi, patene, ostensori, aureole, etc. (411) e poi manufatti in oro e pietre preziose (161).

A salire, tuttavia, alla ribalta delle cronache sono i furti che riguardano la scomparsa delle reliquie dei santi, se non altro per il mistero che si apre intorno ad essi. Di recente è accaduto con l'ampolla contenente il cervello di San Giovanni Bosco rubata ad inizio giugno nella Basilica di Castelnuovo Don Bosco, nell'astigiano, poi ritrovata dai carabinieri a Pinerolo (To), in casa del ladro che l'aveva occultata in una teiera di rame.

Il fatto aveva creato grande sconcerto tra i fedeli e si erano aperte varie ipotesi sul colpo, tra cui la richiesta di un riscatto ai salesiani. E' questo infatti uno dei moventi più comuni per il furto di reliquie: 'a scopo di ricatto'. Basti pensare a sensazionali trafugamenti: le spoglie di papa Celestino V sparite a L'Aquila nell'aprile dell'88 o la reliquia del mento di Sant'Antonio che nell'ottobre del '91 l'ex boss della Mala del Brenta Felice Maniero ordinò di rubare.

L'attività dell'ultimo anno dei carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale registra 94 furti di reliquie, poco meno delle sottrazioni che riguardano tele e mosaici (101) in luoghi di culto. Per il resto, grande interesse suscitano ancora i calici (72 quelli rubati lo scorso anno) mentre si punta meno l'occhio su vasellame e acquasantiere (8 furti in un anno, in entrambi i casi).

Ma dove colpiscono di più i predatori d'arte sacra? Soprattutto in Campania: 1.090 articoli sono stati portati via nell'ultimo anno dai luoghi di culto del territorio campano. Una cifra ben lontana dai 165 beni trafugati nelle chiese del Piemonte, i 103 in Toscana e i 98 nel Lazio.

Ad ogni modo, secondo i 'carabinieri per l'arte', a fine 2016 si è registrata una diminuzione del numero di beni sottratti nei luoghi di culto (-3,4%).

Negli ultimi anni, al costante impegno del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, finalizzato al contrasto dei reati contro l’intero patrimonio culturale nazionale, è complessivamente corrisposta una flessione del numero dei furti (-33% rispetto al 2013); tuttavia, nonostante questa tendenza, rimane necessario "mantenere alta la guardia", investendo allo stesso tempo in prevenzione, perché la 'grande bellezza' d'Italia non vada mai perduta.

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