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Ruby ter, Berlusconi in aula l'11 settembre

CRONACA
Ruby ter, Berlusconi in aula l'11 settembre

Silvio Berlusconi (FOTOGRAMMA)

Silvio Berlusconi sarà giudicato insieme ad altri 23 imputati nell'ambito del procedimento 'Ruby ter'. Lo hanno deciso in mattinata i giudici della X sezione penale del Tribunale di Milano che hanno riunificato "per evidente connessione dei reati contestati" i filoni 'divisi' in udienza preliminare a causa dei legittimi impedimenti del leader di Forza Italia per motivi di salute.

RICHIESTA DI 6 MESI - L'accusa, rappresentata dai pm Tiziana Siciliano e Luca Gaglio, ha poi chiesto un rinvio di sei mesi in attesa che si definiscano le competenze territoriali relative ad alcuni imputati e che la Cassazione decida il 14  luglio prossimo sul ricorso presentato dalla difesa dell'ex premier.

I legali di Berlusconi infatti hanno ricorso contro la trasmissione degli atti a Milano da parte delle procure  di Monza e Treviso nell'ambito dell'inchiesta Ruby: si tratta delle posizioni di Giovanna Rigato (che era stata inviata a Treviso), Aris Espinisa e Elisa Toti (entrambe a Monza). Trasmissione invece avvenuta dopo che Milano ha richiesto le 'carte' affermando che gli ultimi pagamenti alle tre ragazze sarebbero avvenuti in territorio milanese. C'è poi lo stralcio relativo all'ex premier e a Miriam Loddo sul quale il 14 luglio si terrà l'udienza preliminare a Pescara.

RICHIESTA NON CONCESSA - Ma il Tribunale non ha concesso un rinvio così lungo, disponendo la nuova udienza per l'11 settembre, data entro la quale, secondo i giudici, si saprà il destino di tutti i filoni-stralcio. Con l'ex premier quindi saranno processati Karima El Mahroug e altre 22 persone.

Tra gli imputati anche l'ex avvocato di Ruby, Luca Giuliante, il giornalista Carlo Rossella, la senatrice Mariarosaria Rossi e parecchie ragazze ospiti delle feste a Villa San Martino.

Secondo la ricostruzione della Procura, l'ex presidente del Consiglio avrebbe ottenuto il silenzio o la reticenza delle ragazze-testimoni, Ruby compresa, con circa 10 milioni di euro, di cui 7 sarebbero stati versati alla sola Karima El Mahroug mentre pagamenti mensili compresi tra i 2mila e i 5mila euro sarebbero stati effettuati alle altre.

Alcune poi avrebbero anche beneficiato di case, spesso di lusso, messe a loro disposizione a titolo gratuito. Berlusconi invece ha sempre qualificato i versamenti di denaro come atti di "generosità" nei confronti di ragazze che hanno avuto la vita "rovinata" dal clamore della vicenda.

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