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'Beati anche se non martiri', la quarta via di Bergoglio

CRONACA
'Beati anche se non martiri', la quarta via di Bergoglio

(Afp)

'Beati anche se non martiri'. Papa Francesco, con il Motu proprio 'Maiorem hac dilectionem' sull'offerta della vita, amplia la strada per la beatificazione nei confronti di quei cristiani che hanno offerto la loro vita senza essere martiri, introducendo in questo modo una quarta via alle tre canoniche per arrivare alla beatificazione. "Papa Francesco ha aperto la via alla beatificazione di quei fedeli che, spinti dalla carità, hanno offerto eroicamente la propria vita per il prossimo accettando liberamente e volontariamente una morte certa e prematura con l’intento di seguire Gesù: Egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli", sintetizza l'Osservatore Romano spiegando il succo della Lettera Apostolica del Papa che porta la data di oggi.

"Il concetto classico di martirio - ricorda il quotidiano della Santa Sede - comprende: l’accettazione volontaria della morte violenta per amore di Cristo, da parte della vittima; l'odium del persecutore per la fede, o per un’altra virtù cristiana; la mitezza e il perdono della vittima che imita l’esempio di Gesù, il quale sulla croce invocò la misericordia del Padre per i suoi uccisori. La via delle virtù eroiche, esercitate 'speditamente, prontamente, piacevolmente e sopra il comune modo di agire, per un fine soprannaturale' (Benedetto XIV) e per un congruo periodo di tempo, ossia fino a farle diventare un modo abituale di essere e di agire conforme al Vangelo".

Il quotidiano d'Oltretevere ricorda poi che "c’è, una terza via, meno conosciuta e meno battuta, che, però, conduce allo stesso risultato delle altre due. Il loro riconoscimento porta alla conferma di un culto antico, cioè successivo al pontificato di Alessandro III (†1181) e antecedente al 1534, così come stabilì Urbano VIII (1623-1644), il grande legislatore delle Cause dei Santi. La conferma del culto antico è chiamata anche 'beatificazione equipollente'".

Il punto, spiega nel dettaglio l'Osservatore Romano, è che "queste tre vie sono tuttora aperte e percorribili, ma non sembra che siano sufficienti per interpretare tutti i casi possibili di santità canonizzabile. Infatti, ultimamente, la Congregazione delle Cause dei Santi si è posta la domanda 'se non siano meritevoli di beatificazione quei Servi di Dio che, ispirati dall’esempio di Cristo, abbiano liberamente e volutamente offerto e immolato la propria vita per i fratelli in un supremo atto di carità, che sia stato direttamente causa di morte, mettendo così in pratica la parola del Signore: 'Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici'".

Si tratta, insomma, di "introdurre una quarta via, che potremmo chiamare dell’offerta della vita. Pur avendo alcuni elementi che la fanno assomigliare sia alla via del martirio che a quella delle virtù eroiche, è una via nuova che intende valorizzare una eroica testimonianza cristiana, finora senza una procedura specifica, proprio perché non rientra del tutto nella fattispecie del martirio e neppure in quella delle virtù eroiche". Ad ogni modo, sottolinea ancora l'Osservatore Romano, "si richiede un esercizio ordinario di vita cristiana, che renda possibile e comprensibile la decisione libera e volontaria di donare la propria vita in un atto supremo di amore cristiano, che superi il naturale istinto di conservazione, imitando Cristo, che si è offerto al Padre per il mondo, sulla croce".

L'Osservatore Romano sintetizza: "Possiamo tranquillamente asserire che chi sigilla la sua vita con un atto eroico di carità può essere considerato perfetto discepolo di Cristo e, come tale, meritevole di essere proposto quale modello di vita cristiana, qualora Dio stesso ne garantisca l’autenticità e l’esemplarità mediante la fama di santità, la prova dei miracoli e il giudizio favorevole della suprema autorità della Chiesa".

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