Iceberg, l'esperto: "Riscaldamento globale? Non è detto"

Un iceberg da un trilione di tonnellate, uno dei più grandi mai registrati, si è staccato dalla piattaforma Larsen C, cambiando per sempre la linea della penisola Antartica. Il distacco dell'enorme blocco di ghiaccio - che misura 5.800 km, oltre due volte la grandezza del Lussemburgo - è avvenuto tra il 10 e il 12 luglio ed è stato immortalato dal satellite europeo dell'Esa Sentinel-1. "Abbiamo assistito all'evento in diretta", ha spiegato all'AdnKronos Carlo Barbante, Direttore dell'Istituto per la dinamica dei processi ambientali del Cnr, "la spaccatura era evidente da tempo ma si è velocizzata negli ultimi mesi".

Da anni, infatti, Larsen C era segnato da una profonda frattura che si è propagata nel tempo fino a determinare la 'nascita' del mega iceberg. Ora il nuovo blocco di ghiaccio è libero di galleggiare nell'oceano per cui "non influirà sull'innalzamento del mare" ma, sostiene il ricercatore, "è destinato a frazionarsi e poi a fondersi, in quanto difficilmente uscirà dalla zona della corrente circumpolare antartica". Riguardo agli effetti climatici, invece, Barbante spiega che "è difficile imputare tali eventi al riscaldamento globale perché si tratta di fenomeni avvenuti anche in tempi remoti per cui non ci sono dati che testimoniano l'influenza delle azioni umane".

Tuttavia "lo scioglimento dei ghiacci in Antartide", ricorda Paul Johnston, capo della Science Unit di Greenpeace International, "è stato sempre riconosciuto come un ammonimento a tutto il Pianeta sui pericoli dei cambiamenti climatici". Sebbene "non si possa dire con certezza se i cambiamenti climatici abbiano giocato il ruolo più importante nel distacco di Larsen C", sostiene Johnston, "il collasso di questa calotta di ghiaccio, il terzo registrato in questa regione negli ultimi anni, è verosimilmente un altro segnale dell'impatto globale del clima che cambia".