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Genitori 'free vax' sfilano per le vie di Milano, tremila in corteo

CRONACA
Genitori 'free vax' sfilano per le vie di Milano, tremila in corteo

(Foto Adnkronos)

Migliaia di persone in corteo per le vie di Milano per chiedere la libertà di scelta vaccinale. Stando ai dati della polizia locale, sono circa tremila i manifestanti che nel pomeriggio di oggi hanno preso parte al corteo di protesta promosso da diverse associazioni, da Comilva a Condav (Coordinamento nazionale danneggiati da vaccino), fino a 'Genitori del no obbligo' Lombardia, contro il decreto che introduce l'obbligatorietà dei vaccini.

A sostegno dell'iniziativa è sceso in campo anche il Codacons che ieri ha fatto sapere di volersi battere "affinché questa legge venga il prima possibile dichiarata incostituzionale, in quanto illecita, e in violazione dell'art. 32 della Costituzione".

La manifestazione, partita alle 16.30 da Largo Cairoli, si è svolta senza disordini lungo tutto il percorso, culminato in via Palestro, di fronte ai giardini Indro Montanelli. I manifestanti hanno però deciso di proseguire il dibattito all'interno del parco. A prendere la parola anche due senatori leghisti, Paolo Arrigoni e Stefano Candiani. (Foto)

Parlando della votazione in Senato del decreto, avvenuta due giorni fa, Candiani ha detto: "Noi abbiamo votato 'no' perché un pezzo per volta la nostra libertà diminuisce". Già in passato, ha aggiunto, "quando si è parlato di lavoro, di agricoltura e di banche, è stato calpestato un pezzetto della nostra libertà". E dunque "gridare oggi 'libertà, significa gridarlo anche domani se la stessa libertà sarà messa in discussione per chi perde il lavoro, per chi non lo trova e per chi non riesce ad avere la libertà di guardare al futuro".

"Noi - ha poi sottolineato Arrigoni - ci siamo subito attivati contro questo decreto scellerato, autoritario, irragionevole e pasticciato" perché "i vaccini non possono essere obbligati". Il vaccino "si deve proporre e non imporre, soprattutto sulla pelle dei bambini". E "lo si deve proporre dopo una campagna di informazione, facendo acquisire la consapevolezza di quali sono i benefici e quali gli effetti collaterali per poter mettere in condizioni i genitori di esercitare la libera scelta, che questo decreto, invece, calpesta".

Il senatore leghista ha quindi ricordato che "il governo metterà la fiducia, giovedì o venerdì al massimo il decreto verrà convertito in legge", ma "noi continueremo a fare questa battaglia di civiltà". Del resto, ha concluso, "dobbiamo auspicare che il ricorso fatto alla Corte costituzionale dal governatore del veneto Zaia possa essere accolto".

A quel punto, però, si sono sollevate numerose proteste da parte dei manifestanti che hanno chiesto che la stessa battaglia che Zaia sta facendo nel Veneto venga affrontata anche da Maroni in Lombardia.

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