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Vicenza e le ville del Veneto, a spasso con il genio di Palladio

CRONACA
Vicenza e le ville del Veneto, a spasso con il genio di Palladio

Villa Barbaro (Villa di Maser), (CREDIT: A.Cambone, R.Isotti - Homo ambiens/Touring Club Italiano)

Tra le più antiche città del Veneto, Vicenza visse il suo secolo d'oro nel XVI secolo quando fu arricchita di magnifici monumenti architettonici dovuti, in gran parte, ad Andrea Palladio, uno fra i più grandi architetti del '500, e ai suoi discepoli e successori. Grazie al genio dell'architettura, il 15 dicembre 1994, Vicenza è stata inserita nella lista dei beni "patrimonio dell’umanità".

Il sito, uno dei beni italiani Unesco promossi dal progetto di Autostrade per l'Italia 'Sei in un Paese meraviglioso', nell'area di servizio Piave Est, comprende il centro storico di Vicenza con 23 edifici attribuiti al Palladio, tre ville extra muros e 21 ville diffuse in tutta l’area veneta (FOTO).

Vicenza prosperò sotto la dominazione veneziana dall’inizio del XV secolo alla fine del XVIII secolo. L’opera di Andrea Palladio, basata su dettagliati studi dell’architettura classica romana, ha regalato alla città il suo particolare aspetto. I palazzi e le residenze furono inseriti all’interno del contesto urbano della città medioevale, creando così un pittoresca e ininterrotta carrellata di edifici sulle cui facciate architettoniche lo stile gotico veneto si alterna con il classicismo articolato di Palladio.

Le ville Palladiane di campagna sintetizzano, sia figurativamente che materialmente, gli aspetti funzionali della gestione delle terre e l’autocelebrazione dei proprietari. Il cuore è la casa-tempio, abbellita con una monumentale scalinata, coronata da un frontone sostenuto dalle colonne della loggia. I portici si sviluppano ad ala rispetto all’edificio principale e terminano spesso con torri. I diversi componenti sono collegati da un linguaggio classico comune e ordinati secondo una gerarchia ben definita.

Vicenza, città del Palladio, ha acquisito da tempo un riconoscimento a livello mondiale che si riflette nei testi di architettura e storia dell’arte. Basando le sue opere sullo studio approfondito dell'architettura classica romana, Palladio fu l’ispirazione per un movimento senza precedenti nella storia dell'architettura.

Come si sottolinea nei criteri di iscrizione previsti dalla Convenzione sulla protezione del Patrimonio Mondiale: "Vicenza rappresenta una realizzazione artistica eccezionale per i numerosi interventi architettonici di Andrea Palladio, che, integrati nel tessuto storico, hanno impresso alla città un carattere d’insieme unico. Sparse nel Veneto, le numerose ville palladiane sono il risultato del genio architettonico di questo maestro del Rinascimento. Le numerose variazioni dello schema della villa testimoniano la sua continua volontà di sperimentazione tipologica con la rielaborazione di modelli di architettura classica".

Si evidenzia inoltre che "l’opera di Palladio nella città di Vicenza e nel territorio del Veneto, di ispirazione classica e di una purezza formale ineguagliata, ha esercitato un’eccezionale influenza sull’architettura e sull’urbanistica in gran parte dei Paesi Europei e del mondo intero, dando origine ad un movimento destinato a durare per tre secoli, che prende da lui il nome di Palladianesimo".

Tra le meraviglie architettoniche, la villa realizzata tra il 1549 e il 1558 per i fratelli Barbaro a Maser che costituì per Palladio un punto di arrivo importante nella definizione della nuova tipologia di edificio di campagna. Per la prima volta la casa dominicale e le barchesse sono allineate in un’unità architettonica compatta. Al suo interno Paolo Veronese realizza uno dei più straordinari cicli di affreschi del Cinquecento veneto.

'Collalto. Passeggiate nobili', 'Piave. Gloria e sangue', 'Asolo. Atmosfere palladiane' e 'I castelli dell’antica Marca' le altre experience proposte da 'Sei in un Paese meraviglioso' all'uscita autostradale di Conegliano.

A Piave Est il percorso enogastronomico porta a scoprire una terra di bollicine, di Prosecco, di colline ricoperte da splendidi vigneti che circondano Conegliano, sede della più antica Scuola enologica d'Italia. Una terra di antiche tradizioni contadine e di prodotti unici come il mais biancoperla, che coltivato nei campi di Susegana diventa polenta.

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