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Modella rapita, i punti oscuri del caso Chloe Ailyng

CRONACA
Modella rapita, i punti oscuri del caso Chloe Ailyng

Chloe Ailyng (Foto dal suo profilo Instagram)

di Paola Lalli

E' un caso che ha scosso molto l'opinione pubblica quello di Chloe Ayling, la modella inglese 20enne sequestrata per essere messa in vendita nel deep web. Un sequestro anomalo, che ha portato alla ribalta un fenomeno pressoché sconosciuto e sommerso come quello della rete criminale della Morte nera. Anomalo anche perché si è concluso dopo circa una settimana con il rilascio della ragazza, con il carceriere che l'ha portata al consolato britannico a Milano e si è fatto arrestare. Qualche domanda sorge spontanea, ma a questo punto solo gli investigatori potranno rispondere a interrogativi e sciogliere nodi che rendono questa storia a tratti misteriosa.

Chloe Ayling è una modella di 20 anni, abbastanza quotata, che ha lavorato anche per Calvin Klein. Vive a Coulsdon, a sud di Londra, e ha un figlio di poco meno di due anni. Su Instagram, su cui si immortala spesso senza veli, ha 165mila followers. La sua ultima foto risale al 10 luglio scorso, il giorno prima che iniziasse il suo incubo. E' stata drogata, sequestrata e tenuta in ostaggio per giorni in una baita in Piemonte.

Il suo carceriere, Lukasz Herba, 30enne di origine polacca che vive nelle Midlands occidentali aveva richiesto all’agente della modella un riscatto pari a 300.000 bitcoin per evitare la 'messa all'asta online' della ragazza, riconducendo l'operazione al 'Black death group', organizzazione che nel deep web gestisce diversi traffici illeciti.

Chloe, tornata nella sua casa di Coulsdon, a sud di Londra dopo quasi un mese ha raccontato come - si legge sul 'Mail online', una persona che indossava guanti neri l'abbia afferrata da dietro, mettendole una mano intorno al collo e una sulla bocca, mentre un'altra con un passamontagna le faceva un'iniezione nell'avambraccio destro. A quel punto, ha aggiunto, ho perso coscienza. "Mi sono risvegliata nel portabagagli di un'auto, con polsi e caviglie ammanettate, lo scotch sulla bocca - racconta ancora - chiusa in un borsone al quale era stato praticato un piccolo foro perché respirassi".

Herba, che secondo la 20enne è stato aiutato da alcuni complici e non ha mai abusato di lei, a un certo punto ha deciso di rilasciarla. Ciò è accaduto quando ha scoperto che lei aveva un figlio. Secondo le regole del 'Black death group' le madri infatti non devono essere rapite. Chloe ha riferito che il 30enne le avrebbe detto come il suo capo fosse furioso perché avevano rapito la persona sbagliata. Ma, nonostante il sequestratore avesse riferito alla ragazza che ormai non poteva più liberarla perché qualcuno aveva già dimostrato interesse nei confronti del suo 'annuncio', ha deciso di lasciarla andare comunque a determinate condizioni: lei non avrebbe dovuto indagare sul suo rapimento, dicendo solo determinate cose alla stampa e non parlando mai male del gruppo non essendo mai stata trattata male. Infine per il rilascio le hanno richiesto 50mila sterline, in BitCoins. "Nel momento in cui non rispetterai anche solo uno di questi punti, sari uccisa", le avrebbero detto. Poi l'ha accompagnata al consolato britannico a Milano, dove è stato arrestato.

"Mi ha detto che aveva fatto più di 15 milioni di euro negli ultimi cinque anni - ha raccontato ancora la ragazza - Mi ha spiegato che tutte le ragazze sono vendute nei paesi arabi. Quando l'acquirente è stanco di una ragazza, o le dà ad altre persone o in pasto alle tigri".

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