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Agguato per uccidere boss: 4 morti a Foggia

CRONACA
Agguato per uccidere boss: 4 morti a Foggia

Immagine repertorio (Fotogramma)

Ci sono anche due fratelli incensurati, che erano a bordo di un Fiorino Pick up, tra le vittime dell'agguato in cui questa mattina tra San Marco in Lamis e Apricena, in provincia di Foggia, sono state uccise a colpi d'arma da fuoco quattro persone. Il bersaglio principale era Mario Luciano Romito, 50 anni, pluripregiudicato, boss della famiglia omonima, protagonista di una lunga faida che ha insanguinato il vicino Gargano. La quarta vittima è il cognato di Romito, Matteo De Palma, anche lui risulta incensurato a quanto si apprende da fonti inquirenti. Entrambi erano di Manfredonia.

Sono stati utilizzati sicuramente due fucili (uno automatico del genere 'kalashnikov) e uno tipo calibro 12 nell'agguato. La strage di mafia è avvenuta sulla strada tra San Marco in Lamis e Apricena nei pressi di una vecchia stazione ferroviaria. Sulla dinamica dell'agguato i carabinieri del Comando provinciale e del Reparto operativo stanno conducendo delle indagini. Non si esclude che possano aver agito due squadre: una che si è occupata del bersaglio grosso, Romito, già sfuggito nel 2009 e 2010 a due agguati, e il cognato giunti sul posto su un Maggiolino Volkswagen, e l'altra che ha inseguito il Fiorino Pick Up dei due agricoltori. Questi ultimi avevano un terreno che coltivavano proprio nella zona dell'agguato. E quindi potrebbero essere stati eliminati perché testimoni scomodi. Gli inquirenti tuttavia non escludono alcuna ipotesi e intanto aspettano gli esiti degli esami sui vari resti di cartucce trovate nel campo. Le armi usate potrebbero state anche altre.  

Le vittime erano a bordo di due auto quando è scattato l'agguato. Le due auto distavano 300-400 metri l'una dall'altra. Il corpo di uno di loro è stato trovato nei pressi dei binari della stazione vicina al luogo dell'agguato. Probabilmente l'uomo ha cercato di ripararsi dalla raffica di colpi d'arma da fuoco, ma non ce l'ha fatta. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che stanno indagando.

Romito era esponente di spicco di una famiglia in lotta feroce contro i Libergolis. Si tratta di due famiglie di allevatori di Manfredonia. L'uomo era scampato in precedenza a ben due agguati nel 2009 e nel 2010. Nel secondo caso rimase ferito gravemente mentre il nipote Michele, 23 anni, venne ucciso. In precedenza era stato ucciso il fratello Franco, padre di Michele e fratello di Mario Luciano.

"E' un episodio orribile, non conosciamo ancora i dettagli di quanto avvenuto ma negli ultimi mesi sono tanti gli episodi che hanno coinvolto la nostra provincia. Occorre al più presto un incontro tra tutti i rappresentanti del territorio con il ministro dell'Interno". A dirlo all'Adnkronos il sindaco di San Marco in Lamis, Michele Merla.

"Vogliamo essere ascoltati - ha detto il sindaco - così non si può andare avanti. Serve un intervento del governo, le istituzioni nazionali devono intervenire per la nostra provincia, non possiamo più assistere a questa efferatezza".

GIOVEDI' COMITATO ORDINE E SICUREZZA - Il ministro dell'Interno, Marco Minniti, domani giovedì 10 agosto, alle 16 presso la prefettura di Foggia, presiederà una riunione del Comitato Nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica. A seguire il ministro incontrerà, oltre al sindaco del capoluogo, i sindaci di alcuni comuni della provincia in relazione all'evento criminale odierno.

I PRECEDENTI - La strage di questa mattina è solo l'ultimo di una serie di agguati avvenuti in provincia di Foggia nelle scorse settimane. L'ultimo il 26 luglio a Vieste, quando un 31enne con precedenti penali è stato ucciso da due killer all’interno del suo ristorante, davanti alla moglie e alla figlioletta di 7 mesi. Un mese prima, il 20 giugno, due pregiudicati di 43 e 54 anni, erano stati uccisi a colpi di kalashnikov nella zona industriale di Apricena, mentre si trovavano a bordo di un furgone.

Il 15 luglio sicari hanno ucciso a colpi di fucile un 50 enne di San Severo, mentre era alla guida del suo Fiat Fiorino, sulla statale 16. Solo due giorni prima, il 13 giugno, un 25enne con precedenti venne ferito a colpi di pistola a San Severo. Con le quattro vittime di oggi salgono a otto i morti di criminalità nel foggiano da giugno scorso.

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