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Lucarelli: "Cyberbullismo, la mia battaglia solitaria"

CRONACA
Lucarelli: Cyberbullismo, la mia battaglia solitaria

(Fotogramma)

"Non mi viene in mente una sola cosa fatta nell'ultimo anno che l'odio in rete non abbia contaminato. Viziato. Sporcato. Rosicchiato. Il senso delle denunce, almeno per me, è diventato questo: proteggersi". Un lungo, amarissimo, post per denunciare la solitudine di una battaglia che l'ha vista da sempre in prima linea, quella al cyberbullismo oggi tornato alla ribalta dopo l'annuncio di querele a detrattori e 'haters' fatto da Laura Boldini: Selvaggia Lucarelli si sfoga così, su Facebook, pubblicando il racconto degli ultimi mesi passati a lottare contro insulti, admin di gruppi social da migliaia di utenti, odiatori della rete fra avvocati e giovani vittime da difendere. Una dura battaglia che, spiega, ha condotto da sola, emarginata da quanti fra le istituzioni in questi anni hanno organizzato tavole rotonde sul tema senza mai invitarla "perché si sa. Io ho dei metodi un po' rozzi. Io prendo i bulli per un orecchio e li chiamo per nome, loro no. Loro parlano alle classi, agli istituti. Loro fanno i manifesti, lanciano gli hashtag. Loro parlano e parlano e parlano e mentre parlano ai convegni, i bulli seduti davanti a loro scrivono sui loro gruppi fb preferiti 'ma quando finisce di parlare questa puttana?'".

Sull'argomento, scrive ancora, "ci ho sofferto come un cane. Sapevo che prima o poi sarebbe diventata una battaglia più estesa. Che il tempo mi avrebbe dato ragione", dice, spiegando che la reazione della presidente della Camera all'odio online era solo questione di tempo: "Sapevo che la Boldrini sarebbe passata alle vie legali. Lo sapevo perché mi ha silenziosamente appoggiata in questo anno [...] Perché se ti svegli la mattina e leggi puttana devi morire [...] beh, arriva il momento in cui le parole non ti bastano più. Vuoi vedere questa gente pagare il conto".

Ma proprio adesso che l'attenzione dei media è finalmente focalizzata sull'argomento, Lucarelli si toglie più di un sassolino dalla scarpa: "Solo una cosa mi dispiace: la solitudine di questa battaglia. (parlo di mancata collaborazione di media, personaggi esposti, giornalisti, non di voi che siete tanti e siete fondamentali) Perché è una battaglia di tutti, non dei "vip". Riguarda noi, voi, i nostri figli, il mondo che abitiamo".

"Mi spiace solo che a parte qualcuno - continua Lucarelli citando l'appoggio di Franco Di Mare, Eleonora Daniele, Zucconi e Gianluca Nicoletti - nessuno si sia mai esposto sul tema. Non c'è un uomo noto che abbia tirato fuori le palle. Che abbia preso le distanze dai "puttana" urlati ovunque. Che mi abbia difesa o sostenuta. [...] Non c'è una donna nota (Boldrini esclusa) che si sia battuta per questa causa. Molte non note, ma nessuna con una visibilità che sarebbe stata utile a questa battaglia. Come mai? Ve lo siete chiesti? Eppure mica sono la sola a essere insultata. Anzi", dice, facendo riferimento a showgirl vittime di violenza in rete che non denunciano e conduttrici che invece di puntare il dito contro gli 'haters' lo fanno contro i giornalisti.

"Come ho detto a molte presentazioni del mio libro - si sfoga ancora la blogger -, quello che mi turba è la vigliaccheria e il cinismo di chi gli haters se li tiene perché in fondo sono pubblico anche loro. Perché fanno engagement. Perché sono quelli che guardano la TV anche loro".

Vigliaccheria che per Lucarelli coinvolge tutti i media che ne hanno ignorato le battaglie perché "fa sempre gioco raccontarmi solo in un senso quello più scemo. O più malevolo, a seconda dei casi. Perché la lotta al bullismo è questione di simpatia, mica di principio. E che scherziamo. E poi non dimentichiamocelo: sei una donna, resta al tuo posto", conclude amara fra l'abbraccio virtuale degli utenti, accorsi in migliaia a sostenerla.

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