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Sgombero Roma, trovato accordo per i migranti

CRONACA
Sgombero Roma, trovato accordo per i migranti

(AFP PHOTO)

Il Campidoglio ha trovato una soluzione per accogliere i migranti in condizioni di maggior disagio sgomberati dall'immobile in via Curtatone. L'amministrazione capitolina ha firmato un accordo con la Sea, la società che gestisce l'immobile di via Curtatone, per mettere a disposizione 6 unità immobiliari che accoglieranno circa 40 persone con fragilità per un periodo di 6 mesi senza alcun onere finanziario per il Comune di Roma.

Intanto, secondo quanto riferisce il delegato alla Sicurezza di Roma Capitale, Marco Cardilli, "lo sgombero dell’immobile privato avvenuto sabato 19 agosto è stato disposto dalla Prefettura. Noi abbiamo appreso venerdì 18 agosto che l’operazione sarebbe avvenuta in quella data. Nei mesi precedenti, tramite gli operatori della Sala Operativa Sociale (SOS), abbiamo tentato più volte di effettuare il censimento delle persone presenti nell’immobile ma non era stato possibile a causa dell’opposizione degli occupanti".

I MINORI - "Un impedimento che era stato segnalato alla Prefettura. Successivamente la stessa Prefettura ci ha consegnato un censimento che non segnalava, ad esempio, la presenza di minorenni tra gli occupanti. Al momento dello sgombero erano, invece, presenti 37 minorenni" spiega Cardilli.

IL CENSIMENTO - "Soltanto in seguito allo sgombero - prosegue - gli operatori della SOS hanno potuto effettuare il censimento completo delle fragilità presenti nell’immobile. A tutti è stata garantita prima assistenza ed è stata formulata una proposta per l’inserimento nel circuito di accoglienza di Roma Capitale. Tuttavia, molti hanno rifiutato l’offerta. L’amministrazione capitolina, sia prima dello sgombero che in seguito alle operazioni, ha svolto pienamente le proprie funzioni senza lasciare nulla di intentato".

L'ACCORDO - "Grazie a un accordo con la società che gestisce l’immobile, vengono inoltre messe a disposizione 6 unità abitative per accogliere circa 40 fragilità. Abbiamo agito - conclude - all’insegna delle programmazione e con l’obiettivo di garantire supporto a tutti coloro ne avessero diritto, all’interno del perimetro delle nostre competenze come stabilito dal decreto 14/2017 c.d. decreto Minniti".

SINDACO FORANO - E sul previsto arrivo di alcuni dei rifugiati sgomberati dal palazzo di via Curtatone, interviene il sindaco di Forano, Marco Cortella: "Sono contrario perché siamo il comune nella provincia di Rieti con il numero più alto di richiedenti asilo. Ne abbiamo già 40 su 3.168 cittadini, oltre la percentuale del 3 per mille per ogni Comune prevista dal ministero dell'Interno. Invece di gratificarci, ci mortificano. Arrivare ad ospitarne 80 è insostenibile".

NESSUNO SAPEVA - ''Nessuno poi si è degnato di avvertirci, né il Comune né la Prefettura. Anche il Prefetto di Rieti, che ho sentito oggi, non ne sapeva nulla''. Il sindaco di Forano, iscritto al Pd ed eletto con una lista civica, respinge con nettezza l'accusa di razzismo: ''Da due anni e mezzo abbiamo dimostrato di essere tutt'altro e non ci siamo mai vantati di quello che abbiamo fatto. Il percorso di integrazione finora è stato ottimo ma potrebbe essere inficiato dall'arrivo di altri rifugiati. I rischi, sia di non coesione sia economici, sono troppo forti''.

INTERSOS - Intanto, "considerata la situazione di emergenza che si è creata a seguito dello sgombero di via Curtatone", l'organizzazione umanitaria Intersos apre le porte del suo centro A28 per minori stranieri non accompagnati a 15 donne e 15 bambini. "Gli ospiti - informa una nota -passeranno dunque la notte in un luogo protetto in attesa che si trovi una soluzione di più lunga prospettiva".

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