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Crisi Atac, cos'è il concordato preventivo

CRONACA
Crisi Atac, cos'è il concordato preventivo

Dopo il via libera del Tribunale di Roma si avvia a tutti gli effetti la procedura di concordato preventivo richiesta da Atac lo scorso 18 settembre per sanare il debito da oltre 1,3 miliardi di euro. Ma cos'è e come funziona? Si tratta di una procedura concorsuale a cui possono ricorrere imprenditori o società che si trovano in uno stato di crisi o di insolvenza per evitare il fallimento. Da qui il termine 'preventivo', proprio ad indicare la funzione di prevenire una procedura fallimentare che potrebbe seguire ad una crisi economica aziendale. Ai debitori spetta l'elaborazione di un piano che soddisfi, almeno in parte, le richieste dei creditori.

NORMATIVA - La disciplina relativa al concordato preventivo è regolata dalla cosiddetta Legge Fallimentare, ovvero il Regio Decreto n. 267 del 16 marzo 1942 più volte modificato negli ultimi anni dal legislatore proprio per favorire il superamento della crisi e favorire la prosecuzione dell'attività d'impresa.

CONTINUITA' AZIENDALE - L'art.186-bis disciplina il concordato con continuità aziendale, ovvero la formula che prevede la prosecuzione dell'attività di impresa da parte del debitore nonostante la situazione di crisi economica. Con l'accoglimento della domanda di concordato, Atac può infatti riprendere la piena operatività aziendale, nel rispetto dei criteri di amministrazione ordinaria e straordinaria definiti dalla Procedura.

PIANO - Il concordato preventivo presuppone, da parte del debitore, l'elaborazione di un piano per soddisfare le esigenze dei creditori. Tale piano può prevedere, ad esempio, la cessione di beni o l'attuazione di operazioni straordinarie come l'attribuzione ai creditori di azioni e quote. Atac dovrà presentare il suo piano, corredato dagli ulteriori documenti previsti dalla legge, entro 60 giorni.

DURATA - Secondo l'articolo 181 della legge fallimentare l'omologazione del concordato preventivo che chiude la procedura deve intervenire entro 6 mesi dalla presentazione del ricorso e il termine può essere prorogato una sola volta dal Tribunale di 60 giorni. Si tratta di un termine non sempre rispettato dai Tribunali tanto che le procedure, in media, durano dai 6 ai 12 mesi.

COMMISSARIO GIUDIZIALE - Nel concordato preventivo l'imprenditore conserva l'amministrazione dei propri beni e l'esercizio dell'impresa sotto la sorveglianza del commissario giudiziale. Nell'esercizio delle sue funzioni il commissario agisce come pubblico ufficiale. Può essere nominato commissario chi ha i requisiti per essere curatore fallimentare, ad esempio avvocati, commercialisti, studi professionali o coloro che hanno svolto funzioni di amministrazione in società per azioni.

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