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Marcia su Roma, cosa rischia Forza Nuova

CRONACA
Marcia su Roma, cosa rischia Forza Nuova

(Fotogramma)

Manifestazione non autorizzata dalla Questura. Eppure Forza Nuova insiste per la sua strada e promette: "La marcia su Roma del 28 ottobre si farà". Ma cosa rischia la formazione di ispirazione fascista guidata da Roberto Fiore? Come già accaduto in precedenza a militanti ed esponenti di Forza Nuova, i partecipanti potrebbero essere identificati e, in seguito, denunciati. Al centro di eventuali provvedimenti sono soprattutto i contenuti del corteo in programma: la manifestazione è infatti organizzata per protestare "contro un governo illegittimo, per dire definitivamente no allo Ius Soli e per fermare violenze e stupri da parte degli immigrati che hanno preso d'assalto la nostra Patria". Un programma che, unito alla dichiarata fede fascista della formazione, secondo il ministro dell'Interno Marco Minniti, porrebbe il corteo in una posizione tale da richiamare "in modo palese la nascita del regime fascista e la marcia su Roma. E' evidente che una manifestazione così si porrebbe in contrasto con alcune leggi dello Stato, come la legge Scelba e la legge Mancino". Ecco quindi cosa recitano le due leggi:

LEGGE SCELBA - Nell'ordinamento italiano, l'apologia del fascismo è un reato previsto dall'art. 4 della legge 20 giugno 1952, n. 645 (contenente "Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione"), anche detta Legge Scelba.

Per "riorganizzazione del disciolto partito fascista", la legge Scelba riconosce il reato "quando un'associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista".

La legge sanziona quindi chiunque promuova od organizzi sotto qualsiasi forma la costituzione di un'associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche. Ogni tipo di apologia è punibile con un arresto dai 18 mesi ai 4 anni.

La norma prevede inoltre sanzioni detentive anche per i colpevoli del reato di apologia, più severe se il fatto riguarda idee o metodi razzisti o se è commesso con il mezzo della stampa. La pena detentiva è accompagnata dalla pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici.

LEGGE MANCINO - Non è un caso che l'abolizione di questa legge sia prevista nel programma di Forza Nuova. La norma infatti sanziona e condanna gesti, azioni e slogan legati all'ideologia nazifascista e aventi per scopo l'incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali. La legge punisce inoltre l'utilizzo di simbologie legate a movimenti politici di ideologia nazifascista. Ad oggi, è il principale strumento legislativo che l'ordinamento italiano offre per la repressione dei crimini d'odio.

L'art. 2 della legge Scelba stabilisce che "chiunque, in pubbliche riunioni, compia manifestazioni esteriori od ostenti emblemi o simboli propri o usuali delle organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi" legati a tali ideologie, "è punito con la pena della reclusione fino a tre anni" e con una multa. L'art. 4 della medesima legge punisce con inoltre con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa "chi pubblicamente esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche. Se il fatto riguarda idee o metodi razzisti, la pena è della reclusione da uno a tre anni" e la multa aumentata.

In attesa di approvazione è invece la cosiddetta 'legge Fiano', norma che prende il nome dal suo primo firmatario, il deputato dem Emanuele Fiano. La legge, approvata alla Camera, introdurrebbe il reato di propaganda fascista e nazista. Il ddl che approderà al Senato introduce nel codice penale l'articolo 293-bis che prevede da 6 mesi a 2 anni di reclusione per "chiunque propagandi le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco". Tra le altre norme previste dal ddl. il divieto di fare il cosiddetto saluto romano, mentre la propaganda via web attraverso "strumenti telematici o informatici" delle ideologie fasciste e naziste costituirà un aggravante, portando all'aumento di un terzo della pena.

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