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"Sei un porco", rabbia contro il ginecologo arrestato

CRONACA
Sei un porco, rabbia contro il ginecologo arrestato

'Bastardo'. 'Porco'. 'Essere spregevole'. 'Devi marcire in galera'. Sono questi i commenti che su Facebook prevalgono alla notizia del primario ginecologo di Palermo arrestato per violenza sessuale nei confronti di una sua paziente tunisina. Ma sui social si scatenano anche i dubbi sulla vicenda, su come possa essere 'credibile' che una donna torni dal suo molestatore per filmare tutto. E c'è anche chi tira in ballo la nazionalità tunisina della vittima per avanzare dubbi sulla veridicità della storia.

"Extracomunitari che inventano stupri" scrive Matty. "Mi sembra strano che un noto primario si possa mettere con una extra comunitaria" gli fa eco Rosaria. E ancora: "Non ci credo le musulmane non si fanno visitare dagli uomini lo vieta la loro religione" afferma Maria. Ad essere più dure nei confronti della ragazza sono proprio le donne. "La cosa mi puzza" scrive Lara, mentre Giusy avanza l'ipotesi di un ricatto da parte della donna: "Io gli avrei dato che un calcio nei paesi bassi e poi avrei urlato per tutto lo studio ed il palazzo! Lei una che forse chissà dove voleva arrivare (ricatto)? Lui un maniaco che va sospeso e radiato".

E' sempre una donna a chiedersi "quanto denaro vuole" e un'altra sottolinea: "Se ti dice 'ancora un po e poi non c'è nessuno' vuol dire che era consenziente ad aspettare che si svuotasse l'ambulatorio". I particolari più 'hot' della vicenda, raccontati da giornali e tv, solleticano la fantasia dei commentatori di professione e scatenano le sentenze. "Fatemi capire, lui si abbassa i pantaloni e lei ci sta per dimostrare che quello è un porco? Ahahah" commenta Pino. Mentre per Marco "se una non vuole, non fa tutto fino alla fine. Almeno che non ti puntano la pistola". E Riccardo sottolinea: "Tu ci sei stata però...".

"Perché non credergli? Perché è donna? Perché è straniera?" si domanda Fabrizio e in tante sottolineano che se la vittima non fosse tornata dal medico e non avesse registrato quanto accaduto col cellulare nessuno le avrebbe creduto. "Ha avuto solo la forza di tornare a subire un'altra violenza pur di dimostrare attraverso un registratore ciò che aveva subito. Sarebbe stata la parola di una donna qualunque contro quella del 'primario'. Se tutte le donne fossero come lei oggi il 90% degli uomini come lui sarebbero in carcere" sottolinea Alessia. "La colpa è sua perché non ha gridato. Ma fatemi il piacere. Andate a farvi un esame di coscienza e pensate se questo fosse successo a vostra madre".

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