Legambiente premia 22 buone pratiche urbane a Ecomondo

Dalla tramvia di Firenze e Palermo al piedibus di Trento, dal parco memoriale I’m a Tree al Grab di Roma passando per l’adozione collettiva delle antiche mura dell’Aquila. Sono 22 le buone pratiche che Legambiente premia a Ecomondo, con il sostegno di Fater e Iterchimica, e in collaborazione con la Fiera internazionale del recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile.

Tra le 22 buone pratiche premiate oggi, e già raccontate nel rapporto Ecosistema Urbano, quelle di mobilità sostenibile come la tramvia T1 Firenze-Scandicci (lanciata nel 2010 e che registra 30mila passeggeri al giorno) o il sistema tramviario di Palermo (24 km di binari attivi dalla fine del 2015 che hanno contribuito ad un cambiamento negli stili di mobilità dei cittadini), il progetto partecipato del Grab che riguarda la città di Roma (il Grande raccordo anulare delle bici che prevede anche la pedonalizzazione dell’Appia Antica), il piedibus Bambini a piedi di sicuri di Trento che coinvolge oltre 2mila bimbi.

Recupero e valorizzazione dei beni culturali al centro di buone pratiche come l’adozione collettiva delle antiche mura dell’Aquila; legato alla raccolta differenziata e al riciclo di rifiuti, è invece il Riciclalabolario del comune di Pordenone che tramite la piattaforma a disposizione sul proprio sito fornisce ai cittadini indicazioni per una corretta raccolta differenziata. Pordenone, anche grazie a questo tipo di iniziative, è il comune migliore in Italia (dati Ecosistema Urbano Legambiente 2017) con oltre l’86% di Rd.

E poi buone pratiche all’insegna della lotta allo spreco alimentare come il progetto Non Scado avviato in via sperimentale dal comune di Ragusa nel 2013 su idea del circolo di Legambiente e di due associazioni di volontariato cattolico, Vo.Cri e Mecca melchita, in collaborazione con la Fondazione per il Sud. Non scado si basa sul recupero del bene alimentare e non, rimasti invenduti, ma ancora perfettamente salubri e utilizzabili. Tra le best practices di Ecosistema Urbano troviamo azioni che riducono gli impatti ambientali, migliorano la qualità della vita in città, dimostrano che si possono avere aree urbane più sostenibili e innovative.

“Le buone pratiche premiate oggi – dichiara da Ecomondo Rossella Muroni, Presidente nazionale di Legambiente – ben raccontano quel cambiamento che è già in atto in molte città italiane, che vogliono uscire dalla fase di stallo e dimostrare che un cambiamento in meglio è possibile ed è alla portata di mano. Ma è importante che queste esperienze non rimangano dei casi isolati e che siano replicate e prese come esempio su tutto il territorio nazionale".

Tra le altre buone pratiche, il progetto Force di Genova che intende recuperare risorse che possono diventare nuovi prodotti o materie prime da reinserire nel ciclo tecnologico e biologico. Il comune ligure si occupa, in particolare, della filiera dei rifiuti legnosi. La “Sharing mobility al posto dell’auto blu” avviata dal Comune di Milano è il primo embrione di “corporate car sharing” italiano: insieme ad Atm e Amat, l’amministrazione comunale ha dismesso quasi completamente il proprio parco auto (incluse quelle blu), distribuendo tra il personale tessere del servizio di car sharing.

Il Piedibus “Bambini a piedi sicuri” è un progetto avviato nel 2004 dal comune di Trento con il coinvolgimento di due scuole e che oggi interessa dodici istituti primari per un totale di oltre 2.000 bambini. Tra le altre buone pratiche, c’è Veloce, la logistica a 220volt, società pubblica al 55% che utilizza mezzi elettrici per il trasporto merci di Vicenza; il nuovo campo giochi inclusivo di Bolzano; “Tutto il Mondo per Strada”, promosso da Legambiente, dedicato alla raccolta dei micro rifiuti sparsi lungo le strade periferiche.

E ancora, il progetto "RistoriAmo, ristoranti a spreco zero" ideato e promosso dall’associazione Officina Dinamica in collaborazione con il Comune di Ferrara, Hera e Ausl Ferrara, e che coinvolge per il momento una dozzina di ristoranti della città che invitano i clienti a portare via il cibo avanzato. E poi Mensa con la tua Testa, promosso dall’associazione Ya Basta! di Perugia e cofinanziato dalla Regione Umbria. Rivolto alle scuole e ai doposcuola, il progetto offre ai piccoli alunni cibo di qualità a prezzi accessibili, preferibilmente biologici e a km zero; ricorrere a imballaggi riciclabili e non inquinanti riducendo ai minimi termini la plastica; valorizzare territorio e produzioni locali diffondendo un consumo consapevole attento a provenienza, standard di produzione e stagionalità di frutta e verdura.

La sostenibilità passa anche per la moda come accade a Verona dove La Cooperativa Sociale Quid Onlus dal 2013 lavora a un progetto che combina business, valori sociali e sviluppo sostenibile. Il progetto riesce a coinvolgere lavoratori svantaggiati come ex detenuti, immigrati senza permesso di soggiorno e soprattutto donne dal passato travagliato, riuscendo a reinserirli nel mondo lavorativo. A livello ambientale lo scopo del progetto è il reimpiego di tessuti “di scarto” per la produzione di vestiti di qualità Made in Italy che riescano a essere competitive sul mercato.

Solo per citare qualcun'altra buona pratica: il progetto “I’m a Tree” di A3P prevede un parco memoriale dove sarà consentita, nel rispetto delle normative vigenti, la dispersione delle ceneri all’aperto o tramite interramento di urne biodegradabili in prossimità delle quali sarà possibile mettere a dimora il proprio albero commemorativo, simbolo della vita che si rigenera. I mercati rionali per la coesione sociale: il percorso avviato dal comune di Torino che ha intenzione di rendere fattivo sulla base del lavoro del politecnico di Torino, attraverso percorsi partecipativi collettivi per favorire le micro economie locali e di quartiere e la coesione sociale.

La Ciclopolitana di Bolzano prevede la realizzazione di interventi per connettere tra loro diversi percorsi ciclabili, attrezzarle con strutture e tecnologie avan­zate su cui implementare un servizio di noleggio diffuso, integrato e interoperabile con le altre modalità di trasporto presenti in città. A Bologna la mobilità nuova non si paga. Ogni spostamento effettuato dai cittadini a piedi, in bici, in bus, in treno, con il car sharing e il car pooling fa guadagnare punti e la possibilità di vincere premi. Da aprile a settembre 2017, grazie a una specifica app, è stato possibile accumulare punti e guadagnare sconti e buoni spesa semplicemente preferendo uno stile di mobilità più sano, più moderno e più sostenibile.