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Mostre: 'Con la boca abierta' di Rodero, le emozioni hanno la loro espressione visiva

CRONACA
Mostre: 'Con la boca abierta' di Rodero, le emozioni hanno la loro espressione visiva

Uno degli scatti di Rodero

Gioia. Stupore. Paura. Noia. Dolore. Rabbia. La dimensione emotiva declinata in un’unica rappresentazione visiva. E’ questo il filo conduttore della mostra fotografica 'Con la boca abierta' di Cristina García Rodero che sarà inaugurata, alla presenza dell’artista, domani alle 18 presso la sede del Cervantes di Palermo, nel suggestivo scenario della Chiesa di Santa Eulalia dei Catalani. nel cuore della Vucciria. Prima donna spagnola a far parte della prestigiosa agenzia Magnum, Cristina Rodero nel corso della sua carriera ha ricevuto importanti riconoscimenti. Su tutti il Premio Nacional de Fotografía (1996) e tre World Press Photo (1993, 1997 e 2008), tanto da diventare un riferimento obbligatorio nel mondo della fotografia documentaristica e artistica. I suoi lavori sono stati esposti in prestigiose sedi di tutto il mondo e fanno parte di numerose collezioni private e pubbliche, tra cui il Museo del Prado, il Museo Nazionale Centro di Arte Regina Sofia, il Museo Marugame Hirai di Marugame (Giappone), il J. Paul Getty Museum di Los Angeles, la W. Eugene Smith Memorial Foundation, la George Eastman House di Rochester, il Museum of Fine Arts di Houston, il Fond National d’Art Contemporaine di Parigi.

“Con la boca abierta” - promossa dall’Instiuto Cervantes con il CEART (Centro di Arte Tomás e Valiente di Fuenlabrada, Madrid) - è la prima retrospettiva tematica di Cristina García Rodero e ne raccoglie le opere partendo dai primi lavori fotografici di fine anni Settanta fino a quelli più attuali. La mostra è composta da circa cinquanta fotografie in bianco e nero, scelte tra le oltre trentamila passate al vaglio prima dell’esposizione.

La quantità di scatti fotografici che la Rodero realizza nei suoi reportage è così estesa che, prima o poi, nei suoi negativi, appaiono personaggi che sbadigliano, gridano, si meravigliano, ridono a crepapelle o fanno smorfie di dolore, in un infinito di varianti che lasciano a bocca aperta gli spettatori così come i protagonisti delle sue istantanee. Un viaggio attraverso quarant’anni di carriera, dagli angoli più vicini alla sua città natale, Puertollano, fino a quelli più sperduti del globo, passando per avvenimenti attuali come il Burning Man Festival in Nevada o le Love Parade in Germania. Dal carattere più etnografico e rurale a quello più avanguardista. Tutto ciò senza perdere il tocco di genialità nel suo modo di raccontare quello che succede nel mondo, e che le ha dato l’opportunità di essere la prima fotografa spagnola nella prestigiosa Agenzia Magnum. La mostra comincia con una foto della nascita di un bambino che, all’esalare il suo primo respiro, ci consegna il principio di tutto; da lì navigheremo tra i più intimi sentimenti dell’essere umano, catturati magistralmente dalla profondità e dalla verità che Cristina García Rodero impronta nel suo lavoro, terminando il viaggio fotografico con l’ultimo sospiro di una veglia funebre in Georgia. La mostra – che sarà visitabile gratuitamente dal lunedì al giovedì dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18, il venerdì dalle 10 alle 12 – rimarrà allestita fino al 26 gennaio 2018.

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