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Bon't Worry onlus, la violenza sulle donne si contrasta con sentenze più veloci

CRONACA
Bon't Worry onlus, la violenza sulle donne si contrasta con sentenze più veloci

(Fotogramma)

Per contrastare la violenza contro le donne bisogna “snellire, velocizzare, concretizzare le procedure e avere persone serie che lottino 365 giorni l’anno insieme e non separate per far comprendere ai predatori che non è tutto possibile”. In occasione della giornata mondiale contro la violenza delle donne è la dottoressa Bo Guerreschi, presidente dell’associazione Bon’t Worry Onlus, a ricordare come l’attività di prevenzione e contrasto a molestie, abusi fisici e psicologici non si debba fermare mai.

“Non è una questione di politica tra destra e sinistra -dice all'Adnkronos- lo Stato deve focalizzare il problema perché l’Italia sta peggiorando nella tutela e non può andare avanti così”. Poca burocrazia, revisione della legge sul femminicidio, indagini veloci dopo la denuncia e sentenze vere. "La legge definita “femminicidio” comprende 5 articoli, che non servono assolutamente a niente. Una legge già di per sé discriminatoria perché è omicidio indipendentemente dal sesso della vittima". Un altro punto riguarda poi la magistratura, che vede tra le sue file giudici che "archiviano troppo facilmente, non indagano come dovrebbero e a cui molto spesso subentra il pregiudizio 'è la donna che se l’è andata a cercare".

Anche le forze dell'ordine con il Codice Pisapia, entrato in vigore nel 1989, "fanno quello che li è concesso nella misura in cui seguono il codice, oltre non possono fare a meno che non ci sia il sangue". L’Italia ha ratificato la Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, ma secondo Guerreschi "non viene considerata e rispettata, anzi molti non ne conoscono neanche l’esistenza". Resta difficile ad controllare e arginare tutto il mondo delle violenze in rete, dalle minacce al revenge porn e al doxxing, a cui si è cercato di porre un freno con l'introduzione della legge Ferrara contro il cyber bullismo e l’attività dell'Interpol, della polizia e dei carabinieri lavorano per smascherare chi, nascosto dietro uno schermo, distrugge la vita di donne e bambini.

Alcuni correttivi concreti per migliorare la situazione arrivano da Guerreschi che sottolinea l'urgenza "smettere di tagliare i fondi statali e rivedere su base meritocratica e non secondo logiche di posizionamento politico o amicizie" i criteri di distribuzione perché "ci sono delle onlus indebitate fino ai capelli che eppure continuano tutti i giorni a difendere donne e bambini". Bisogna poi fornire una struttura alla spalle alle donne che denunciano abusi e violenze perché è "facile dire alle donne di parlare", ma chi denuncia deve sempre farlo con una protezione che le tuteli" dal un punto di vista economico e da ritorsioni.

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