'Epatite C Zero', web serie racconta e informa su cure e prevenzione

L'epatite C e le nuove possibilità di sconfiggerla definitivamente raccontate in un breve viaggio di quattro pazienti che illustra la malattia nelle sue diverse sfumature, chiarisce dubbi e indica le giuste modalità di prevenzione. E' la web serie "Epatite C Zero" presentata questa mattina a Roma, all'interno del Roma Web Fest, in corso nella capitale al museo Maxxi. I 5 episodi della serie, co-prodotta da Pro Format Comunicazione e Meltin’Pot, saranno pubblicati sul sito www.epatiteczero.it con cadenza settimanale a partire dal 28 novembre.

'Epatite C Zero' è il fulcro e il nome di una campagna promossa da Msd Italia in collaborazione con EpaC onlus e con la supervisione scientifica di Fire - Fondazione italiana per la ricerca in epatologia, per rendere più consapevoli dei rischi legati all’Hcv, promuovere la prevenzione e informare sulle nuove opportunità terapeutiche. Un viaggio in auto di 6 sconosciuti - 4 pazienti, un'infettivologa e un ospite - è la metafora scelta per veicolare informazioni corrette attraverso un linguaggio diretto e persino 'leggero' della web serie.

Fino a poco tempo fa l’epatite C, infatti, era considerata un tunnel con poche vie d’uscita. Oggi, grazie all’introduzione di nuove terapie e a un nuovo obiettivo di sanità pubblica che ha aperto l’accesso ai trattamenti innovativi, lo scenario è cambiato e la malattia può essere paragonata a un viaggio con un inizio e con un finale positivo nella maggior parte dei casi. Un viaggio che ogni paziente affronta in modo diverso, con la sua storia, le sue speranze, le sue esigenze specifiche.

"I pazienti diagnosticati con Hcv - spiega Loreta Kondili, ricercatrice delll’Istituto superiore di sanità e coordinatrice di Piter (Piattaforma italiana per lo studio della terapia delle epatiti virali) – rappresentano solo la parte visibile dell’iceberg dei pazienti infetti. Infatti, un numero non ben definito di persone che ha contratto l’infezione non sviluppa sintomi evidenti e dunque è difficile che venga identificata e trattata".

"A questo proposito, avvalendoci dei dati della piattaforma Piter e dei dati di trattamento forniti dall’Aifa, ci siamo proposti di studiare delle strategie per aumentare il cosiddetto 'linkage to care' (i pazienti identificati e seguiti nei centri di cura), come un eventuale screening mirato su particolari gruppi della popolazione generale con maggiore probabilità di alta prevalenza", sottolinea.

"Campagne educazionali come Epatite C Zero rivestono un ruolo di rilievo nell’informare tutte quelle persone che convivono con l’infezione da epatite C e che non sono ancora pienamente consapevoli del fatto che oggi si può guarire grazie a soluzioni terapeutiche efficacissime, veloci e con effetti collaterali limitati - afferma Ivan Gardini, presidente EpaC onlus - Il nostro obiettivo è di lavorare con tutti gli interlocutori per fare in modo che sempre più persone possano essere curate, nel minor tempo possibile".

La campagna prevede una pagina web www.epatiteczero.it (online dal 28 novembre), che ospita gli episodi della web serie, corredati di un semplice testo di approfondimento che, a partire dalla tematica della puntata, fornisce strumenti utili e informazioni pratiche sulla patologia. Inoltre, nel 2018, è previsto un calendario di incontri aperti al pubblico nei quali i video della web serie saranno utilizzati come introduzione al dibattito sulla gestione dell’epatite C e la sua prevenzione. Agli incontri parteciperanno specialisti, rappresentanti delle associazioni dei pazienti e rappresentanti delle Istituzioni del territorio. L’obiettivo è prima di tutto informare, per poi stimolare una discussione, con il proposito di contribuire alla definizione di una vera cultura sanitaria sull’epatite C e su come combatterla.

La web serie Epatite C Zero, girata on the road nel centro Italia, si avvale della produzione esecutiva di Nicola Liguori e Tommaso Ranchino, specializzati in spot e film di interesse sociale nel campo della salute e benessere.