Roma, bomba contro carabinieri: gli anarchici rivendicano

La Cellula Santiago Maldonado' della Federazione anarchica informale ha rivendicato l'attacco esplosivo contro la stazione dei carabinieri a Roma. L'ordigno rudimentale è esploso alle 5.30 davanti alla stazione dei carabinieri di via Britannia a San Giovanni. L'esplosione non ha provocato feriti, ma solo danni al portone d'ingresso. La Procura ha aperto un fascicolo, dove si ipotizza il reato di attentato di terrorismo con ordigno esplosivo.

Gli anarchici della Fai attaccano nel messaggio di rivendicazione "lo Stato italiano, all'avanguardia delle politiche repressive e militari". "In tempi di pace sociale e di attendismo non c'è migliore risposta che l'azione. Uno stimolo, una continuità e uno scossone per svegliare chi dorme" si legge in un lungo messaggio pubblicato su un sito anarchico. "La notte del 6/7 dicembre - si legge nel testo della Fai - è stato collocato nella caserma dei carabinieri del quartiere San Giovanni, Roma, un termos d'acciaio con 1,6 kg di esplosivo. Le nostre attenzioni si sono riversate verso i principali tutori dell'ordine mortifero del capitalismo: le forze dell'ordine. Senza di esse i privilegi, le prepotenze, le ricchezze accumulate dai padroni sarebbero nulla. Perché hanno da sempre la funzione di reprimere, incarcerare, deportare, torturare, uccidere chi per scelta o necessità si ritrova al di fuori della loro legge". Oggi colpiamo nel cuore della capitale militarizzata per sfidare i deliri securitari. Domani chissà, magari in periferia dove non immaginate". "La notte scorsa abbiamo portato la guerra a casa del ministro Minniti. I diretti responsabili in divisa, coloro che obbediscono tacendo e tacendo crepano, hanno ricevuto un assaggio di quello che si meritano". La cellula della Fai che ha rivendicato l'attentato alla caserma dei Carabinieri di Roma si chiama 'Santiago Maldonado', in omaggio all'attivista argentino che appoggiava la causa delle popolazioni indigene Mapuche, trovato morto nell'ottobre scorso dopo essere scomparso per oltre due mesi.

PINOTTI- Alla stazione dei carabinieri di San Giovanni si è recata in visita la ministra della Difesa, Roberta Pinotti. "La mia presenza qui è testimonianza della solidarietà, mia personale e di tutto il governo, per il vile attacco che c'è stato questa mattina - ha detto Pinotti -. Ritengo grave che si sia voluto colpire una stazione dei carabinieri e così al centro di una comunità proprio perché l'anima dei carabinieri è essere tra la gente. E' stato un rischio che poteva riguardare non solo la stazione ma anche tutti i cittadini che qui intorno vivono".

"Voglio ricordare che le stazioni dei carabinieri sono elemento fondamentale per la sicurezza di una comunità - ha sottolineato - a cui tutti i cittadini guardano non soltanto quando hanno problemi come può essere la criminalità ma anche quando sentono il bisogno di essere rassicurati o di avere un consiglio".

DEL SETTE - Il comandante generale dell'Arma dei carabinieri Tullio Del Sette, informato stanotte dell'attacco, "ha manifestato subito la solidarietà e vicinanza delle autorità e dei cittadini. Ha disposto ogni necessario intervento a sostegno del personale presente nella caserma al momento dell'attentato - oltre una decina, nessun ferito - e si è assicurato che vengano individuati i responsabili del collocamento dell'ordigno, che essendo a innesco ritardato avrebbe potuto provocare - rilevano all'Arma dei carabinieri - anche danni ai passanti".

Il generale Del Sette si è detto "certo che, come già accaduto a Bologna e negli altri luoghi in cui le stazioni dell'Arma sono state colpite allo stesso modo, i carabinieri non si lasceranno intimidire e anzi proseguiranno con rinnovato impegno la loro attività quotidiana al servizio del Paese e della gente".