Furto a casa Sgarbi: "E' stato il custode, lo menerei"

"Un'amica mi regala due medaglie di Tommaso Ferroni. Dopo qualche tempo la stessa persona che me le ha regalate le ritrova in vendita su eBay". A due anni di distanza Vittorio Sgarbi, in un'intervista al 'Corriere della Sera', racconta il furto di opere d'arte avvenuto nel 2016 nella sua casa museo di Ro, in provincia di Ferrara, per un valore stimato attorno ai 500mila euro. "La mia amica cercò di contattare il venditore di eBay senza rintracciarlo - spiega il critico d'arte - Ma grazie a quell'autogol i carabinieri hanno concluso l'indagine". Indagine che vede tra gli indiziati l'ex custode notturno con cui Sgarbi dice di non aver mai avuto grandi rapporti. "A volte quando mi materializzavo a notte fonda nella mia casa di Ro lo incrociavo e lo salutavo. Nulla di più - racconta - Non ho nemmeno il suo numero di cellulare, altrimenti lo andrei a menare". Ma aveva mai sospettavo qualcosa? "No, avevo solo certezze perché mi dicevano fosse uno abbastanza sveglio", prosegue Sgarbi, aggiungendo che "gli era stata data grande fiducia". Tra le opere scomparse due taccuini di Felice Giani e il Trattato della scultura di Benvenuto Cellini. "Però la cosa che mi ha più ferito è stata l'assenza di un disegno di Giovanni Battista Piazzetta, ovvero di San Giuseppe con il bambino. Anche perché mio padre si chiamava Giuseppe", confessa il critico d'arte. Tutta colpa del custode? "La certezza sul custode ce l'abbiamo solo sulle medaglie - conclude - Del resto, non lo so, ci sono delle indagini in corso".