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Mobilificio confiscato alla 'Ndrangheta a Cornaredo diventerà una cittadella solidale

CRONACA
Mobilificio confiscato alla 'Ndrangheta a Cornaredo diventerà una cittadella solidale

Rinasce il mobilificio di Cornaredo confiscato alla 'ndrangheta. Il palazzetto di oltre 2000 metri quadrati a oggi in stato di abbandono, assegnato al comune di Cornaredo in provincia di Milano nel 2015 dall’Agenzia Nazionale Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata, con il contributo del governo di 1,2 milioni di euro diventerà una cittadella della solidarietà e una casa delle associazioni, progettata insieme a Libera, l’associazione fondata da don Luigi Ciotti, e da gruppi di studenti di architettura coordinati da Fondazione Politecnico. Diventerà un luogo vivace e vissuto soprattutto dai giovani, capace di creare opportunità di lavoro e impresa al suo interno.

“Peppino Impastato diceva: “bisognerebbe educare la gente alla bellezza, perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione, ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore”, dice il sindaco di Cornaredo Yuri Santagostino - Per questo, quando abbiamo saputo dell’iniziativa bellezza@governo.it abbiamo subito pensato, per la nostra Cornaredo, al mobilificio confiscato alla criminalità organizzata che ci è stato affidato da alcune settimane. Si tratta di un immobile molto grande, soprattutto per un comune di 20 mila abitanti come il nostro. Una sfida bellissima che abbiamo deciso di raccogliere, sapendo che per restituire alla cittadinanza questi spazi occorrono immaginazione, voglia di fare, e la curiosità e lo stupore di cui parlava Peppino.”

Il sequestro, avvenuto nel 2009 durante l’operazione antimafia denominata ‘Piazza Pulita’, aveva posto i sigilli a 39 proprietà immobiliari, tra cui il mobilificio di via Vanzago a Cornaredo, riconducibili, direttamente o tramite suoi familiari, a un pregiudicato di 73 anni, Costantino Mangeruca, originario di Africo (Reggio Calabria), residente proprio a Cornaredo.

“Si trattava di una ferita nel tessuto urbano che attendeva di essere sanata. – spiega il primo cittadino - Uno spazio vuoto, da riempire di contenuti e di socializzazione. Con questo contributo diventerà una cittadella della solidarietà e una casa delle associazioni. È una sfida importante che impegna la nostra comunità a perseguire i valori della legalità e della lotta alla mafia.”

I lavori che partiranno nel 2018 trasformeranno l’edificio un uno spazio a disposizione degli enti senza scopo di lucro attivi sul territorio. Al suo interno nascerà un emporio solidale, un social market dove persone e famiglie in difficoltà potranno accedere ai beni alimentari a costi calmierati o gratuitamente. Non solo, ma l’ex mobilificio della mafia diventerà uno spazio di coworking e un hub di formazione a disposizione di giovani professionisti, imprenditori, lavoratori precari e atipici, disoccupati, micro imprese del terziario avanzato, agenzie per la ricerca attiva del lavoro che intendano svolgere la propria attività in un luogo funzionale ed economicamente sostenibile e che hanno bisogno temporaneamente di un ufficio attrezzato.