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Strage in fabbrica, allarme antigas non ha suonato

CRONACA
Strage in fabbrica, allarme antigas non ha suonato

(Foto Fotogramma)

La procura di Milano indaga sulla morte di tre operai della Lamina, l'azienda in via Rho, in zona Greco, con l'ipotesi di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose. Come atto dovuto, per il sequestro della fabbrica e per gli accertamenti che serviranno a far luce sull'incidente, verranno iscritti nel registro degli indagati il responsabile legale dell'azienda e probabilmente altre figure, come i responsabili della sicurezza.

Le indagini del procuratore aggiunto di Milano Tiziana Siciliano e del pm Gaetano Ruta si stanno concentrando, in particolare, sul perché i dispositivi di allarme, dotati di sensori per segnalare la fuoriuscita di monossido di carbonio e azoto, non avrebbero funzionato. I pm già ieri, in serata, hanno effettuato un sopralluogo, sentito alcuni responsabili dell'azienda e disposto il sequestro della stessa per gli accertamenti del caso. Restano gravissime le condizioni del quarto operaio coinvolto nell'incidente sul lavoro. 

L'incidente alla Lamina Spa è avvenuto ieri alle 17. L'inalazione di sostanze tossiche, probabilmente azoto, è stata fatale per tre operai mentre un altro è ricoverato in gravissime condizioni al San Raffaele. Le vittime erano scese a controllare un forno, a due metri di profondità, utilizzato per la fusione ad altissime temperature che aveva dato dei problemi. Ma sono state avvolte dalle esalazioni tossiche, che non gli hanno lasciato scampo. Altri due operai che si sono accorti di cosa stesse accadendo e hanno dato l'allarme, sono ricoverati in codice giallo.

I due operai sono in buone condizioni all'Istituto Clinico Città Studi dove sono stati portati ieri. "Lo stato di salute di entrambi i pazienti è buono e stazionario", spiega la Direzione Sanitaria nel bollettino medico dei due pazienti. I due "sono tenuti in osservazione nei locali del Pronto Soccorso secondo la tempistica concordata con gli altri Organi sanitari coinvolti nella valutazione dell'accaduto. Al termine dell'osservazione, se non si verificheranno fatti nuovi - conclude il bollettino - i pazienti potranno essere inviati al domicilio".

Fiom-Cgil, Uilm-Uil e Fim-Cisl di Milano hanno indetto uno sciopero di due ore per la giornata di venerdì 19 gennaio per protestare contro l'incidente. Ci sarà anche un corteo prenderà il via da Piazza San Babila alle 15.30 per terminare sotto la sede della prefettura, in via Monforte, dove una delegazione sindacale chiederà un incontro il prefetto Luciana Lamorgese. L'invito a partecipare è rivolto a tutta la cittadinanza milanese e i sindacati chiedono che non sia esposte bandiere di forze politiche durante il corteo.

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