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Choking Game, lo sballo che uccide impazza sul web

CRONACA
Choking Game, lo sballo che uccide impazza sul web

(Fotogramma)

Se ne parla meno, ma certi rituali tra giovanissimi purtroppo sono duri a morire. Anzi, messi a fuoco dallo smartphone, rinvigoriscono sul web senza subire alcuna censura. Dopo anni stanno ancora là a mostrare in versione 'live' fenomeni come il 'flash indiano', quello che secondo ragazzini di 12-15 anni, è un 'gioco', una sensazione forte da sperimentare tra amici ma che in realtà non ha niente di divertente, solo possibili conseguenze pericolose. "L'obiettivo è provocare volontariamente uno svenimento facendo ricorso all'iperventilazione, per poi bloccare l'affluenza del sangue al cervello mediante compressione della carotide", spiega all'Adnkronos Maura Manca, psicologa e presidente dell'Osservatorio Nazionale Adolescenza, ricordando che la pratica è diffusa tra i teenager anche con il nome di Space Monkey o Funky Chicken. In America, Inghilterra e Canada è chiamata The Choking Game.

“Lo fanno per trasgressione, per far salire l’adrenalina, per rinforzare il ruolo all’interno del gruppo dimostrando a se stessi e agli altri coraggio. Una sfida social che non tiene conto delle conseguenze, potenzialmente anche letali. Se non vengono rimossi certi contenuti sul web, si rischia di diseducare tutta una generazione”, avverte Manca spiegando che lo svenimento indotto - utilizzato da ragazzini anche come scusa per non andare a scuola, per evitare una interrogazione o litigi con i propri compagni - non è una moda del momento, risale agli anni '90. Digitando su YouTube 'flash indiano' o 'choking game', la ricerca produce migliaia di risultati.

“Stiamo parlando di ragazzini di circa 12 anni che passano parte del loro tempo in rete, trovandovi talvolta spunti per 'divertirsi', challenge da imitare”. Di fatto, l’emulazione è un pericolo che si ancora facilmente al disagio giovanile. L'ultimo caso a Tivoli, dove un 14enne per provare il Choking Game che aveva visto giorni prima sul web, si è messo intorno al collo un cavo della play station: è stato ritrovato privo di sensi dal padre ed è morto in ospedale. Fatali le lesioni al cervello provocate dall'asfissia causata dalla mancanza d'ossigeno.

Dietro a questi comportamenti a rischio non c'è presa di coscienza da parte di chi li mette in atto, tuttavia è anche una questione legata al neurosviluppo. "Sono capaci di spingersi fino al limite, senza rendersi conto dell'effetto delle loro azioni"; nel caso dello svenimento indotto "togliere ossigeno al cervello, anche se per pochi secondi, può provocare gravi danni permanenti, oltre al rischio di cadere e farsi male", ricorda la presidente dell'Osservatorio Nazionale Adolescenza precisando che la valutazione fatta da questi giovanissimi è solo oggettiva: 'l'ho visto fare a lui e non gli è accaduto nulla, quindi posso farlo anche io'. Quel che pensano di ottenere è 'beneficiare' dello stato d'euforia alla ripresa dello svenimento.

"I preadolescenti hanno una tendenza fisiologica a ricercare sensazioni forti, che li faccia sentire più adulti. Quando invece certe pratiche sono compiute da ragazzi più grandi, allora, se ripetute, possono essere identificate come condotte devianti", evidenzia Manca. Tra l'altro, lo svenimento indotto viene talvolta utilizzato come tecnica di sopruso da parte dei bulli: la vittima viene obbligata a praticarlo davanti a tutti.

A maggior ragione, dunque, a fronte di un fenomeno in continua crescita ma difficile da monitorare, "serve un più alto livello di attenzione sul web, alcuni contenuti andrebbero rimossi per non creare rinforzi. E poi bisogna saper parlare a questi ragazzi, spiegare loro il pericolo di certi comportamenti". D'altronde, non è meglio che lo facciano gli adulti, piuttosto che vadano a caccia del 'tesoro' su YouTube?

L'associazione internazionale Games Adolescents Shouldn’t Play stima che ogni anno negli Stati Uniti a causa del Choking Game o varianti muoiano da 250 a 1.000 giovani. Difficile una statistica precisa, dal momento che molti casi vengono classificati come suicidi.

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