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Imma, Jessica e le altre: la strage silenziosa

CRONACA
Imma, Jessica e le altre: la strage silenziosa

Da sinistra Immacolata Villani e Jessica Valentina Faoro

Immacolata, Lauretta, Renata, Jessica, Pamela, Federica, Nunzia. Sono i nomi di alcune delle donne vittime della furia di uomini violenti, senza scrupoli, o accecati dalla gelosia. Più di 15 dall'inizio dell'anno. Una strage silenziosa, una conta inarrestabile negli anni: nei primi 10 mesi del 2017 sono stati 114 i femminicidi, ben più di 3mila dal 2000.

Immacolata Villani e Laura Petrolito sono morte nelle ultime 24 ore. La prima, 31 anni, aveva appena accompagnato la figlia a scuola questa mattina, a Terzigno (Napoli), quando è stata raggiunta da un colpo di pistola alla testa. La 20enne di Canicattini Bagni è stata accoltellata e poi gettata in un pozzo ieri dal suo compagno che è anche il padre del suo bimbo di 8 mesi.

Perché quasi 8 femminicidi su 10 (il 77,2%), secondo un recente Rapporto Eures, avvengono in ambito familiare. Dietro c'è quasi sempre un uomo (91,9%). E' il tarlo del possesso, come è accaduto nell'omicidio di Jessica, e della gelosia a spiegare la percentuale più elevata di femminicidi, seguiti da quelli scaturiti da conflitti e dissapori quotidiani.

Di solito c'è una storia di pregresse violenze compiute dall'autore in (almeno) un quarto dei casi censiti (il 24,2% tra il 2000 e il 2016, che sale al 37,1% nel solo 2016), che risultano spesso note a figure esterne alla coppia stessa. Le principali forme di violenza sono: la violenza fisica (69% dei casi noti tra il 2000 e il 2016), le violenze psicologiche (39,7%) e gli 'atti persecutori' (stalking), rilevati nel 27,3% dei casi 'noti' (tale valore sale al 34,8% nel solo 2016).

Un'altra donna che ha pagato a caro prezzo la violenza e la gelosia dell'ex marito è Antonietta Gargiulo. Lei è viva, ma non sta ancora bene. E soprattutto deve fare i conti con la morte delle sue due figlie, uccise dal padre violento dal quale aveva deciso di separarsi.

Colpisce in maniera particolare che tra i femminicidi caratterizzati da violenze pregresse in ben il 44,6% dei casi la vittima ha denunciato l'autore, senza tuttavia ottenere una 'protezione' idonea a salvarle la vita. In circa la metà dei casi (il 48,8%) i maltrattamenti subiti dalle vittime di femminicidio ha un carattere ricorrente, mentre per il 20,7% c'è un'escalation nelle violenze.

Uccidere la donna che si è amata, che si ama ancora, che respinge il padre dei propri figli magari dopo anni di maltrattamenti, è talvolta solo l'ultimo atto. Nei primi 9 mesi del 2017 sono stati segnalati 3.607 casi di violenza domestica: in 3.061 casi gli aggressori erano di sesso maschile, le vittime erano di sesso femminile in 2.944 occasioni.

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