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"Brutto fro...", minacce di morte a Klaus Davi

CRONACA
Brutto fro..., minacce di morte a Klaus Davi

Lettera minatoria contro il massmediologo Klaus Davi, opinionista del programma tv 'L'Arena' condotto su La7 da Massimo Giletti, da tempo impegnato in campagne contro la 'ndrangheta. La missiva, accompagnata da una immagine di due uomini bendati con un cappio al collo prima di una esecuzione, contiene diversi insulti omofobi.

Davi è da tempo bersaglio di lettere e aggressioni fisiche, episodi sui quali pendono inchieste della Dda di Reggio Calabria e della Procura di Vibo Valentia. L'ultima lettera in ordine di tempo è stata recapitata al suo staff nei giorni scorsi nella sede milanese della sua agenzia. La lettera porta il timbro di Lamezia Terme. "Brutto ricch..., farai presto la stessa fine - si legge nella missiva battuta con lettere in stampatello maiuscole - Hai rotto il ca..., brutto pezzo di me... Fr...".

Interpellato dall'AdnKronos sulla lettera minatoria, Klaus Davi ha affermato che "simili episodi sono all'ordine del giorno per chi fa questo lavoro. Sarò presto a Rosarno e nella Locride per continuare il nostro lavoro".

"Tutto questo stupido odio - ha poi riferito Davi - deriva dal fatto che ho assunto nella mia agenzia un collaboratore di giustizia sotto protezione, un ex membro di un potentissimo clan a cui, a mie spese, ho dato un'opportunità concreta di riscatto grazie anche alla collaborazione con il ministero dell'Interno e la Dda di Reggio Calabria, in particolare il procuratore Gaetano Paci".

Questa persona, prosegue Davi, "vive in una località segreta ma è come se stesse sempre con il mio staff. Dare un'opportunità a una persona che aiuta lo Stato a combattere i clan è il peggiore sfregio che si possa fare a queste persone. Non mi do altre spiegazioni. Comunque, chiunque si occupi di queste cose ne riceve di ogni. L'unica cosa da fare è andare avanti e lavorare come fanno tanti giornalisti in Calabria, loro sì lasciati completamente soli".

Tra i temi più volte affrontati da Klaus Davi, c'è la questione dell'omosessualità nella mafia: il massmediologo si è battuto per fare intestare a Gioia Tauro una via a Ferdinando Caristena, ucciso negli anni Novanta per aver avuto una relazione omosessuale con il membro di una famiglia mafiosa e per aver tentato di sposarne la sorella; targa inaugurata il 5 novembre scorso alla presenza del magistrato Federico Cafiero de Raho procuratore nazionale antimafia.

Proprio in questi giorni, sta per iniziare un processo a Vibo Valentia per le percosse subite da Davi ad opera di membri del clan dopo che aveva tentato di intervistare la mamma di un pentito. Il video dell'aggressione è pubblicato su YouTube.

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