Maggioni: "I fatti parleranno per me"

"C'è una procura che sta facendo il suo lavoro - e mi auguro lo farà in termini brevissimi - Dopo di che saranno i fatti una volta per tutte a parlare per me". Così la presidente della Rai, Monica Maggioni, ospite al Festival della Tv e dei nuovi media a Dogliani, commenta la sua iscrizione nel registro degli indagati per abuso d'ufficio e peculato nell'ambito di un'inchiesta relativa a presunti illeciti risalenti ai tempi della sua direzione di Rainews.

Si tratta di "una vicenda che è in ballo da tantissimo tempo, di cui si è parlato a più riprese e che riguarda due punti - ha precisato - La questione del libro è facilmente spiegabile: io nel 2015 ho scritto un libro che si chiama 'Terrore mediatico' e che comincia nella redazione di Rainews quando arrivano le notizie sugli attentati di Parigi. In quel libro racconto la nostra esperienza come redazione e la incrocio con la comunicazione che in quelle stesse ore i terroristi stavano facendo degli attacchi".

"Alla Rai interessava molto che io andassi a parlare come direttore di Rainews24 di questi temi perché dava il senso alle persone di quello che stavamo facendo", ha sottolineato Maggioni, che ha spiegato come perciò "completamente d'accordo con la Rai sono andata in giro". Per quelle otto trasferte "io di fatto ho presentato due biglietti di treno e uno di taxi, tanto che qualcuno mi ha detto 'ridai quelle due lire lì e la finisci così' - ha chiarito - Ma io ne ho fatto una questione di principio: quello era un libro che parlava del mio lavoro, che parlava di Rai, che ne parlava con Rai e che la Rai voleva che io portassi in giro".

Quanto all'altra questione al centro dell'inchiesta, prosegue la presidente Rai, "è legata ad appalti che sarebbero stati dati all'epoca in cui ero direttore di Rainews e che riguardavano il sito web, ma - ha concluso - sono cose che prescindevano completamente da me".