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La strage dei braccianti

CRONACA
La strage dei braccianti

(Afp)

Viaggiavano stipati in un furgoncino. Erano tutti stranieri e tornavano da una lunga giornata di lavoro passata nei campi, sotto al sole. L'ennesima strage di braccianti si è consumata ieri a Ripalta di Lesina, nel foggiano, dove in un frontale con un tir hanno perso la vita 12 lavoratori migranti. Tre i feriti, nessuno di loro in pericolo di vita. A bordo del furgone - che si è scontrato con un camion carico di farinacei - c'erano molti braccianti agricoli extracomunitari. Sette dei 12 stranieri deceduti sono stati identificati: erano immigrati regolari nel territorio nazionale. Un'analogia incredibile con l'incidente avvenuto sabato scorso che ha fatto 4 morti, sempre nel foggiano, ad Ascoli Satriano. Su entrambi gli episodi, si apprende da fonti investigative, si indaga anche sull'ipotesi di reato di caporalato.

Caporalato, cosa dice la legge

Secondo Susanna Camusso, segretario generale Cgil e Ivana Galli, segretaria generale Flai Cgil non si è trattato di una fatalità ma del "frutto delle condizioni in cui lavorano e si recano nei luoghi di lavoro i tantissimi braccianti, molti stranieri, impegnati nelle campagne di raccolta" hanno detto in una nota congiunta, annunciando una manifestazione mercoledì a Foggia "per dire basta e denunciare con forza quanto sta accadendo". Sulla stessa lunghezza d'onda, la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan che ha invocato l'inervento di Stato e istituzioni.

Forte il cordoglio da parte dal mondo della politica e delle istituzioni. "Dobbiamo rafforzare i controlli dell'Ispettorato del lavoro ma dobbiamo anche incentivare la rete del lavoro agricolo di qualità", ha sostenuto il premier Giuseppe Conte, uscendo dalla Prefettura di Foggia, dopo aver incontrato una delegazione di braccianti agricoli extracomunitari, di rappresentanti sindacali del settore e le autorità, mentre il ministro dell'Interno, Mattero Salvini ha annunciato "controlli a tappeto per combattere, in tutta Italia, sfruttamento e caporalato".

Dello stesso avviso il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio che ai microfoni di Radio 24 ha fatto sapere di stare pensando a "un provvedimento urgente per un concorso straordinario per ispettori del lavoro, perché lo Stato oggi non riesce a controllare, con poche centinaia di ispettori" milioni di situazioni e di imprese. Quello del caporalato, ha precisato il ministro per il Sud, Barbara Lezzi "è un problema che deve essere affrontato in maniera molto seria". "Non so se servano altre leggi - ha detto Lezzi a Radio 24 - ma bisogna utilizzare quello che abbiamo già intensificando i controlli".

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