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In 10 anni -25% incidenti stradali

CRONACA
In 10 anni -25% incidenti stradali

(Immagine di repertorio - Fotogramma)

Sarà merito delle leggi approvate negli ultimi anni, sarà il risultato delle campagne di sensibilizzazione messe in campo, sarà l'effetto delle nuove tecnologie inserite nei veicoli. Oppure è un mix di diversi fattori ad aver portato ad una riduzione degli incidenti stradali e dei feriti di circa un quarto nell'ultimo decennio. Mentre le persone che hanno perso la vita nel 2017 sono state il 34,2% in meno rispetto al 2007. I dati sono contenuti nel dossier dell'Istat sugli incidenti stradali in Italia ed elaborati dall'Adnkronos.

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Unico dato in crescita è quello della categoria per cui non sono state fatte campagne di sensibilizzazione, non sono state introdotte norme e non possono usufruire delle novità tecnologiche: i pedoni. Le persone che attraversando la strada sono rimaste coinvolte in incidenti stradali sono passate da 21.152 a 21.725 con un incremento del 2,7%.

Negli ultimi 10 anni il numero di persone coinvolte in incidenti stradali è passato da 330.981 a 250.128 tra feriti e morti (-24,4%). Il numero di incidenti è passato da 230.871 del 2007 a 174.933 del 2017, con una riduzione del 24,2%, di cui gli indicenti mortali sono passati dal 2% all'1,8%. Il numero dei feriti da 325.850 è passato a 246.750, con una riduzione del 24,3% mentre le persone decedute erano 5.131 e sono scese a 3.378 (-34,2%). I conducenti che hanno riportato ferite o sono deceduti passano da 230.971 a 170.714, in diminuzione del 26,1%; mentre i passeggeri, vittime di un incidente, sono calati del 26,8% (da 78.857 a 57.725).

Le tabelle dell'Istat offrono anche una divisione per sesso da cui emerge che sono soprattutto gli uomini a restare coinvolti negli incidenti: nel 2007 gli uomini rimasti coinvolti in un incidente erano 210.308, pari al 63,5% del totale, di cui 206.182 feriti e 4.126 morti; mentre le donne erano 120.673 (36,5%), di cui 119.668 ferite e 1.005 morte. Dieci anni dopo gli uomini sono scesi a 155.586 (62,2% del totale), di cui 152.877 feriti e 2.709 morti; mentre le donne sono stati 94.542 (37,8%), di cui 93.873 ferite e 669 morte.

Considerando solo gli incidenti mortali risulta che nell'80,2% dei casi che si sono verificati lo scorso anno le vittime erano uomini, mentre nel restante 19,8% erano donne. Il fenomeno interessa soprattutto il sesso maschile anche andando indietro nel tempo; nel 2007 gli uomini che hanno perso la vita erano il 78,7% del totale, mentre le donne il 21,3%.

"COLPI DI SONNO UNA DELLE CAUSE" - Una percentuale "molto alta" degli incidenti stradali è causata dai colpi di sonno. Un fenomeno "noto alla comunità scientifica e alle autorità", ma nei confronti del quale vi è ancora "troppa disattenzione". A sottolinearlo all'Adnkronos è il professor Desiderio Passali presidente della società mondiale di Otorinolaringoiatria e coordinatore, nell’anno 2015, della commissione ministeriale per lo studio delle apnee ostruttive nel sonno, che sollecitava l’istituzione di Percorsi diagnostico-terapeutici per questa patologia da parte delle Regioni.

"Molti incidenti stradali ( percentuale, stimata ,in molte ricerche, intorno al 20%) sono dovuti ai colpi di sonno. In genere –spiega Passali- si tratta di una sonnolenza generata da alterazioni del sonno dovute alla presenza di pause respiratorie durante tutta la notte. Un fenomeno che colpisce soprattutto chi russa. Si tratta di un problema al quale finora non è stata prestata la necessaria attenzione ai fini della sua correlazione con la sicurezza stradale".

"La Commissione di cui ho fatto parte -specifica Passali- ha prodotto un documento d’indirizzo sui percorsi diagnostico-terapeutici, ma nonostante il documento sia stato approvato in conferenza stato-regioni, ad oggi, solo la regione Puglia ha deliberato la creazione di una reta per la diagnosi e cura dell’Osas. Inoltre siamo ancora molto indietro sulla reale operatività, che prevede, per i sospetti pazienti con Osas, un approfondimento diagnostico, prima del rilascio o rinnovo della patente".

"Vista la grave incidenza dei colpi di sonno quale causa di incidenti sarebbe opportuno -spiega Passali- prevedere un esame polisonnografico che fa emergere se la persona durante la notte ha avuto delle apnee con conseguenti episodi di riduzione della percentuale di ossigeno nel sangue. Si tratta di una patologia, che se diagnosticata, è curabile e per la quale ,ora,ci sono numerosi rimedi in alternativa alla terapia ventilatoria, generalmente non ben accettata dai pazienti".

Per cercare di dare risposte operative, in Italia da alcuni anni è stato creato un Tavolo Tecnico intersocietario, che riunisce esperti di numerose Società scientifiche oltre ad enti e all’Associazione dei malati che ha come obiettivo quello di lavorare per rendere possibile la prevenzione, unica strada per migliorare la sicurezza nei trasporti e la qualità di vita di pazienti .

Per il professor Passali, insomma, "è necessario porre maggior attenzione al tema prevedendo da un lato percorsi di cura ben definiti e dall'altro l'istituzione di centri di cura multidisciplinari ai quali i soggetti interessati debbano potersi rivolgere per sapere di cosa soffrono e come curarsi".

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