Di Maio e Toninelli: "Vertici Autostrade si dimettano"

"Desecreteremo integralmente tutti i contratti in essere con i concessionari autostrade e li pubblicheremo sul sito del @mitgov. Inoltre con il Governo del cambiamento non ci saranno più convenzioni che avvantaggiano i gestori privati a discapito dello Stato. #maipiù #Genova". E' quanto twitta il ministro delle Infrastrutture e trasporti, Danilo Toninelli, dopo che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato il via libera della procedura di revoca della concessione ad Autostrade, dopo il Consiglio dei ministri sulla tragedia del ponte Marconi. In mattinata sia Luigi Di Maio che Toninelli avevano chiesto le dimissioni dei vertici della concessionaria. "I responsabili hanno un nome e un cognome: Autostrade per l'Italia - dice il vicepremier a Radio Radicale - Abbiamo avuto il mito del privato, si è detto che sarebbe stato meglio far gestire ai privati. Ci troviamo con uno dei più grandi concessionari europei che ci dice che quel ponte era in sicurezza e niente faceva pensare a un tale crollo strutturale. Si dimettano i vertici, perché evidentemente la manutenzione non è stata fatta".

Di Maio spiega che "il ministro Toninelli ha già avviato le procedure per un eventuale ritiro delle concessioni autostradali e comminare le multe che servono". Così come annunciato dallo stesso ministro delle Infrastrutture su Facebook: "I vertici di Autostrade per l’Italia devono dimettersi prima di tutto. E visto che ci sono state gravi inadempienze, annuncio fin da ora che abbiamo attivato tutte le procedure per l’eventuale revoca delle concessioni, e per comminare multe fino a 150 milioni di euro". "Se non sono capaci di gestire le nostre Autostrade, lo farà lo Stato" si legge nel post

"D'accordo" con Toninelli su un'eventuale revoca delle concessioni ad Autostrade è il vicepremier Matteo Salvini. "Scriverò a tutti i concessionari privati per chiedere quale parte dei bilanci viene reinvestita nella sicurezza stradale e ferroviaria" dice Salvini a Radio 24.

AUTOSTRADE: "PONTE MORANDI ERA MONITORATO"

Per il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, “di fronte all’immane tragedia di Genova è il momento del cordoglio e dello sforzo di tutti per prestare i primi soccorsi e affrontare l’emergenza della città. Ma non potrà mancare l’esame attento e rigoroso delle cause e delle responsabilità". "Nessuno - prosegue - si dovrà trincerare dietro l’alibi della mancanza di fondi o di vincoli di bilancio. E’ l’intero sistema di competenze e responsabilità in tema di investimenti pubblici infrastrutturali che deve essere chiamato in causa e che è alla base del degrado infrastrutturale dell’Italia, dei ritardi e dell’incapacità di spesa".

"Con questa consapevolezza, si conferma l’assoluta necessità di un grande piano di rilancio degli investimenti pubblici in infrastrutture, a cui il MEF assieme agli altri ministeri sta già lavorando, partendo dallo sblocco degli investimenti e degli interventi di manutenzione che hanno già finanziamenti a disposizione. In ogni caso, come è stato più volte chiarito, gli investimenti pubblici in infrastrutture sono una priorità dell’attuale governo per i quali non ci saranno vincoli di bilancio, come è una priorità il superamento dell’incapacità di spesa e di intervento".