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"Rottura tirante ipotesi seria"

CRONACA
Rottura tirante ipotesi seria

(Afp)

"La rottura di uno strallo è un'ipotesi di lavoro seria ma dopo tre giorni è solo un'ipotesi". Lo ha detto Antonio Brencich, docente presso l'Università di Genova e membro della Commissione Trasporti e Infrastrutture, rispondendo alle domande dei cronisti a Genova, a margine di un sopralluogo nell'area del crollo in Val Polcevera. Senza entrare nel merito del lavoro della Commissione Brencich, che si occuperà di chiarire le cause del crollo del ponte Morandi, ha aggiunto che quelle legate alla "pioggia e tuoni ed eccesso di carico sono ipotesi fantasiose, che non vanno neanche prese in considerazione".

Intanto, la Procura di Genova, che indaga sul disastro, ha disposto il sequestro della parte superiore del viadotto, la parte restante che ha resistito al crollo di tre giorni fa. Nella parte sottostante, tra il letto del torrente e la viabilità che corre lungo l'argine, è stata invece individuata un'area dal comune da destinare allo spostamento e allo stoccaggio temporaneo del cumulo di macerie, all'interno dell'area Amiu di Campi.

La Procura genovese ha inoltre nominato oggi i consulenti tecnici che monitoreranno il trasferimento dei residui della campata centrale del ponte: sono gli ingegneri Renato Buratti, di Genova, e Pier Giorgio Malerba, da Milano. Le macerie saranno sequestrate dopo lo stoccaggio. Sempre i consulenti della Procura, che per la loro relazione hanno chiesto 60 giorni, già nelle prossime ore incontreranno i tecnici del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a Genova.

Al momento nell'ambito dell'inchiesta sulle cause del crollo non figurano iscrizioni di indagati e il fascicolo resta a carico di ignoti. A guidare le indagini il procuratore aggiunto Paolo D'Ovidio insieme ai pm genovesi, Walter Cotugno e Massimo Terrile, mentre gli approfondimenti sono svolti dalla Squadra Mobile di Genova, dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia Stradale. Ancora incerti i tempi sul termine delle operazioni dei vigili del fuoco.

SI CONTINUA A SCAVARE - Le ricerche sull'area del disastro proseguono per il terzo giorno consecutivo. Nessuna novità, ancora, sul fronte dei dispersi, che sono 5. "In queste ore si continua ancora a scavare, a cercare - afferma Luigi D'Angelo, direttore operativo per il coordinamento delle emergenze del Dipartimento della Protezione civile -. Gli oltre 340 Vigili del fuoco sono in questo momento impegnati sulla parte del pilone principale dove sono presenti ancora i massi più grandi, le travi in cemento armato. Si cerca di capire se al di sotto ci sono ancora vittime e vetture coinvolte".

Questa mattina all'alba un principio di incendio ha interessato un capannone sul lungo Polcevera già scoperchiato dal crollo del viadotto e per questo evacuato. Le cause sono ancora da accertare. E' successo intorno alle 8, ma il rogo è stato in breve tempo messo sotto controllo.

Le operazioni di soccorso delle ultime ore si sono concentrate sull'argine sinistro del Polcevera e nell'area tra i piloni e la ferrovia dove si spera di poter trovare ancora sopravvissuti. I soccorritori al lavoro con le gru stanno cercando di rimuovere le parti più grandi dei detriti mentre i tecnici Usar stanno verificando l'eventuale presenza di persone.

BLACK OUT NELLE REGISTRAZIONI - Il procuratore di Genova Francesco Cozzi, parlando ai microfoni del Gr1 Rai delle registrazioni delle telecamere della società autostrade posizionate sul ponte Morandi, ha spiegato: "Ci sono stati dei problemi nelle videoregistrazioni della società Autostrade. Non posso dire che ci siano materiali di grande rilevanza o utilità. Il maltempo incideva sulla cattiva qualità delle immagini. La mancanza delle immagini vera e propria o l’interruzione delle immagini è dovuta, a quanto è dato di capire, a sconnessioni sulla rete dovuta al fenomeno sismico, al crollo insomma. In poche parole, un black out".

I FERITI - "I feriti in totale sono stati 16 a vario titolo" ha spiegato Angelo Gratarola, responsabile del Diar, Dipartimento Interaziendale Emergenze dell'ospedale San Martino di Genova. "Ne sono rimasti 8 o 9 ormai, e mano a mano che passano i giorni alcuni di loro potranno essere dimessi. Alla fine ne rimarranno 4 o 5 che avranno bisogno di più tempo per il recupero". Una prima buona notizia arriva proprio dal San Martino, dove migliorano le condizioni del ragazzo genovese di 28 anni che tra un mese diventerà padre. "Le sue condizioni - ha spiegato Gratarola  - sono stabili. Il giovane, con fratture di bacino e di colonna non operate, è stato operato invece nella serata del 14 agosto per una frattura di omero e per una lesione dei tessuti molli della spalla. Le sue condizioni sono in continuo miglioramento, anche dal punto di vista psichico. Il paziente ha una sua storia nella storia: oltre ad aver avuto un recupero rocambolesco, essendo rimasto appeso a testa in giù per 4 ore prima che i vigili del fuoco lo districassero dalle lamiere è anche in attesa di diventare padre. Questa però è una ragionevole spinta al recupero. Nel giro di 1 mese crediamo che potrà anche cominciare una riabilitazione e un recupero e potrà quindi fare il papà".

FUNERALI - I funerali delle vittime, 38 finora, verranno celebrati domani mattina alle 11.30 alla Fiera di Genova. Per la stessa giornata è stato proclamato il lutto nazionale, mentre la cerimonia funebre sarà trasmessa in diretta su Canale 5. Si sono svolti nella basilica di Santa Croce a Torre del Greco, invece, i funerali dei 4 giovani originari della città vesuviana morti nel crollo.

SFOLLATI - A fare un bilancio della situazione degli sfollati da via Porro e dalle zone limitrofe, nell'area più vicina al ponte crollato, è l'assessore alle Politiche abitative del Comune di Genova Pietro Piciocchi. "Ci sono state circa 60 persone che hanno potuto fare rientro nelle loro case nelle ultime ore nell'area di via Porro: al momento gli sfollati sono 580", spiega all'Adnkronos.

"I residenti sono rientrati in alcuni palazzi dopo le verifiche di stabilità compiute dai vigili del fuoco - continua Piciocchi - abbiamo inoltre consegnato alla presidenza del Consiglio dei ministri e al dipartimento di Protezione civile questa mattina l'elenco degli alloggi per i quali abbiamo chiesto il finanziamento per i ripristini e la prossima settimana inizierà la consegna dei primi 45 alloggi disponibili da subito".

DI MAIO - La questione delle concessioni infiamma il dibattito politico. "Lo dico chiaramente, c'è una volontà politica certa: vogliamo revocare le concessione ad Autostrade per l'Italia" ribadisce il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio in un post su Facebook. "Non si può continuare a far finta che nulla sia accaduto. Questa gente continua a far pagare il pedaggio senza portare manutenzione ordinaria e straordinaria ed è ora di dire basta! Hanno scritto che il Governo frena, falso, il Governo - rimarca il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro - accelera e revocherà le concessioni".

ANZALDI CHIEDE ISTRUTTORIA - Il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi chiede che "la Consob, l'Antitrust e l'Anac aprano un'istruttoria sul 'colpo gobbo' di Ferragosto ad opera del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, dei vicepresidenti del Consiglio Luigi Di Maio e Matteo Salvini, del ministro delle Infrastrutture e Trasporti Danilo Toninelli. Siano indagate manipolazione del mercato e aggiotaggio".

NO COMMENT CONSOB - Nessun commento da parte della Consob sull'avvio di accertamenti per l'ipotesi di aggiotaggio dopo lo scivolone di Atlantia a Piazza Affari, a seguito delle dichiarazioni di alcuni esponenti del governo che invocavano una revoca della concessione alla controllata Autostrade per l'Italia. A chi chiede se sia stato acceso un faro sui movimenti del titolo dalla Commissione che vigila sulla Borsa e sulle società quotate si risponde con un "no comment".

CDA AUTOSTRADE E ATLANTIA - Intanto, a quanto apprende l'Adnkronos da fonti vicine al dossier, si dovrebbe tenere martedì per Autostrade per l'Italia e mercoledì per Atlantia un cda straordinario. Le riunioni dei board sono state decise per fare il punto sulla situazione legata al crollo del ponte a Genova.

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