"Diciotti a Catania". Salvini non autorizza sbarco

La nave Diciotti della Guardia costiera italiana con a bordo 177 migranti, da giorni ferma al largo di Lampedusa, fa rotta verso la Sicilia. "Attraccherà a Catania - twitta il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli -. I valorosi uomini della guardia costiera hanno compiuto il proprio dovere, salvando vite umane ad appena 17 miglia da Lampedusa. Ora l'Europa faccia in fretta la propria parte". Il Viminale conferma che non autorizzerà alcuno sbarco di migranti da nave Diciotti. Da fonti del dicastero si apprende che il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, non ha dato né darà alcuna autorizzazione allo sbarco dalla nave finché non avrà certezza che i 177 migranti a bordo andranno altrove.

“L’Italia ha accolto in questi anni 700.000 immigrati sbarcati dal Mediterraneo - afferma Salvini - 160.000 sono ancora ospiti, a spese nostre, di alberghi, caserme, agriturismi e appartamenti in tutte le Regioni. Basta, il limite del possibile è stato superato, ricordando anche i 5 milioni di italiani poveri. O l’Europa comincia a fare sul serio difendendo i suoi confini esterni ed accogliendo gli immigrati giunti in Italia, oppure cominceremo finalmente a riportare nei porti di partenza tutti i nuovi arrivati". "Voglio anche capire se le accuse a Malta, formulate dagli immigrati arrivati l’altro giorno a Lampedusa, sono vere oppure no. In caso positivo - sottolinea Salvini - saremmo davanti all’ennesima prova dell’inesistenza dell’Europa, dove troppi Paesi fanno i furbi a danno dell’Italia".

Era stato questa mattina il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, parlando con l'Adnkronos ad anticipare che nave Diciotti "stava facendo rotta verso le coste della Sicilia". Il primo cittadino aveva anche lanciato un appello al capo dello Stato, Sergio Mattarella, perché si superasse "una situazione inaccettabile nata da braccio di ferro che ha molto di politico e nulla di umanitario".

Sul caso della nave, come apprende l'Adnkronos, la Procura di Agrigento, guidata dal procuratore Luigi Patronaggio, ha avviato un'indagine affidata alla Capitaneria di porto di Porto Empedocle e alla Squadra mobile di Agrigento. Oltre a individuare scafisti e soggetti dediti al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, l'indagine punta anche a conoscere le condizioni dei 177 migranti superstiti.