Il ponte scricchiola. Prime case agli sfollati

Dopo la segnalazione di alcuni scricchiolii sulla parte lato est di ponte Morandi la Procura di Genova che indaga sul disastro si tiene pronta ad autorizzare il via libera all’abbattimento in caso di necessità della parte restante del viadotto che sovrasta le case, già evacuate, dal lato di via Fillak e via Porro, per salvaguardare la pubblica incolumità. A segnalare la situazione e gli scricchiolii sono stati i cittadini del quartiere interessato. In queste ore sono in corso verifiche tecniche e di staticità: se vigili del fuoco e protezione civile dovessero richiedere una demolizione per problemi di stabilità gli inquirenti sono pronti ad autorizzare la misura in tempo reale. L'area del quartiere a levante del torrente e sottostante il ponte è stata totalmente inibita anche al recupero oggetti nelle abitazioni e sono state bloccate tutte le attività.

Il momento in cui si sbriciola il ponte

IPOTESI CARROPONTE - Il procuratore di Genova Francesco Cozzi ha spiegato che "i pm hanno dato dei quesiti ai consulenti tecnici chiedendo di individuare i fatti che potrebbero essere cause, un tema molto ampio di ricerca". Come elemento quello della presenza di un carroponte prima del disastro "può essere rilevante, come qualsiasi elemento che abbia portato un aggravio di carico alla struttura, lo valuteranno i consulenti tecnici". Intanto proseguono i lavori di individuazione dei reperti sull'area del crollo, che poi verranno trasferiti.

Rispondendo ai giornalisti in conferenza stampa Cozzi ha poi affermato: "Una giustizia che decidesse dall'oggi al domani sarebbe inquietante, non rigorosa, sarebbe gridata e non è questo il nostro compito. Faremo in modo insieme ai consulenti tecnici di conciliare il più possibile completezza degli accertamenti tecnici con tempi contingentati, non solo perché c'è il problema di liberare le aree ma anche per dare una risposta a un problema di giustizia, a chi ha perso la vita, i suoi cari, la casa. Noi su questo dobbiamo rispondere, non indicare a un pubblico una qualsiasi vittima sacrificale".

"Stiamo valutando tutti i video - ha spiegato - La procura ma anche gli organi investigativi si sono attivati per acquisire immagini e filmati utili a documentare da un punto di vista visivo e acustico le fasi del crollo del ponte". "Ci sono 2 tipi di testimoni e prove orali da acquisire - ha aggiunto - i primi sono fonti qualificate e tecniche poi persone che hanno vissuto la vicenda perché ne sono stati coinvolti".

PRIME CASE AGLI SFOLLATI - Sono stati consegnati oggi da Regione e Comune di Genova i primi 5 appartamenti, destinati  alle famiglie sfollate dopo il crollo di ponte Morandi a Genova. Le case si trovano in via San Biagio, nel quartiere di Bolzaneto, sulle alture della Val Polcevera, sull'altro argine del torrente rispetto al quartiere interessato dal cedimento del viadotto. A consegnare le chiavi sono stati il governatore ligure Giovanni Toti e il sindaco di Genova Marco Bucci. Durante la consegna il governatore Toti ha ricevuto una telefonata dal premier Giuseppe Conte che si è complimentato con Comune e Regione per la tempestività dell'intervento e ha chiesto a Toti di dare un abbraccio ai primi cittadini che hanno riavuto una casa e a tutti gli sfollati. Sono 21 in tutto gli ospiti tra cui alcuni bambini, il più piccolo ha 3 mesi, e anziani non autosufficienti, come previsto dai criteri stilati dagli enti locali per avere la priorità nell'assegnazione. Le palazzine si trovano accanto agli appartamenti di solito destinati alle forze dell'ordine, di proprietà della società pubblica Arte. Si tratta della prima assegnazione e di abitazioni per una permanenza di 'lungo periodo'. "Sono le prime case che consegniamo - hanno spiegato Toti e Bucci -, contiamo entro metà novembre di soddisfare tutte le esigenze". Altri sei alloggi verranno consegnati nella stessa zona domani.

GDF IN UFFICI PROVVEDITORATO- Questa mattina, negli uffici genovesi del Provveditorato interregionale alle opere pubbliche per la Liguria, il Piemonte e la Valle d'Aosta, gli uomini della Guardia di Finanza hanno acquisito documenti. L'ordine di esibizione della documentazione, partito dalla procura di Genova che indaga sul disastro, ha riguardato un elenco ampio di documenti pubblici che attengono alla concessione, ai piani di manutenzione e a interventi di ogni tipo eseguiti nel corso degli anni.

AUTOSTRADE: RICEVUTA LETTERA MIT - Intanto Autostrade per l'Italia, in relazione al crollo, si legge in una nota del gruppo, "ha ricevuto oggi la lettera di contestazione del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), già anticipata dalla stampa nei giorni scorsi". "Il Mit - informa la nota - ha assegnato alla società il termine di 15 giorni per fornire le relative controdeduzioni".

Il gruppo Autostrade e Atlantia, aggiungono in un'altra nota, è ''costantemente e profondamente vicino al dolore di chi è stato colpito dalla tragedia''. "E' in corso, inoltre, una costante collaborazione con le istituzioni locali per affrontare i disagi causati dal crollo, attraverso la messa in opera delle iniziative già intraprese a favore delle famiglie e del territorio colpito'' che ''saranno oggetto di una approfondita ricognizione in occasione dei cda'', previsti per martedì e mercoledì. ''In relazione al crollo di una sezione del Viadotto Polcevera sull'autostrada A10, si informa - scrivono - che i consigli di amministrazione di Autostrade per l'Italia e Atlantia, in merito al tragico evento occorso, si terranno, rispettivamente, in data 21 e 22 agosto 2018, entrambi alle ore 11".

I rappresentanti dei manager Autostrade difendono la privatizzazione e l'attuale gestione che hanno consentito di raggiungere, si legge in una nota della Rsa,''il risultato di far diminuire drasticamente le vittime degli incidenti, registrati sulle tratte autostradali da noi gestite: dalle 420 vittime nel 1999, ultimo anno di gestione pubblica, alle 119 nel 2017''. ''La metà di noi erano presenti nella società Autostrade all'epoca della sua privatizzazione del 1999 e, dunque, testimoni di quello che eravamo e di quello che con la privatizzazione si è fatto in questi ultimi 18 anni in tema di sicurezza''.

''Oggi siamo ancora tutti impegnati nel concentrare i nostri sforzi per alleviare, per quanto sia possibile, le drammatiche conseguenze della sciagura del crollo del ponte Morandi'' scrivono i rappresentanti dei manager Autostrade,. L'Rsa sottolinea di aver messo a disposizione delle autorità competenti ''tutti gli elementi necessari per fare chiarezza sull'accaduto e appurare le responsabilità di ognuno, sentiamo la necessità di far sentire la nostra voce sulle dichiarazioni riguardanti la volontà delle istituzioni di tornare alla nazionalizzazione della gestione della rete autostradale italiana''. I rappresentanti spiegano, inoltre, che ''in questi giorni terribili'', hanno ritenuto ''doveroso mantenere il silenzio per il rispetto dovuto alle persone che hanno perso la vita nel crollo del viadotto sul Polcevera, ai loro cari e a tutti coloro che ne sono stati coinvolti''.

NUOVO FONDO PER LE VITTIME - Rispondendo a un appello apparso sulla piattaforma Change.org, Autostrade ha annunciato che è stato "istituito un nuovo Fondo per le vittime del crollo del viadotto Polcevera, che si aggiunge al nostro stanziamento nei confronti del Comune di Genova, annunciato nella conferenza stampa di sabato scorso, per soddisfare le prime esigenze delle famiglie colpite dalla tragedia e i bisogni degli sfollati".