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Sardegna sott'acqua

CRONACA
Sardegna sott'acqua

Black-out elettrici, intasamenti fognari, tombini saltati, bombe d'acqua ed eccezionale riversamento di detriti in fognatura trascinati dalle acque piovane fino a inondare i depuratori. L'eccezionale ondata di maltempo che in questi giorni sta colpendola Sardegna sta mettendo a dura prova l'isola. Tanto che la Regione Sardegna ha avviato tramite la direzione regionale della Protezione civile, le procedure per chiedere lo stato di emergenza al governo. Le Amministrazioni comunali interessate dovranno procedere con le segnalazioni e le stime dei danni affinché la Regione possa inviare la documentazione con la richiesta della calamità naturale al Dipartimento nazionale di Protezione civile.

L'assessore dell’Ambiente con delega alla Protezione civile, Donatella Spano, a giugno aveva scritto al presidente del Consiglio Giuseppe Conte sottolineando, in particolare, la necessità di una maggiore dotazione del Fondo regionale di Protezione civile con lo scopo di potenziare il sistema regionale e degli Enti locali. "Al premier rinnovo le richieste fatte, a seguito degli eventi meteo di maggio, di ulteriori risorse finanziarie e umane per garantire i livelli qualitativi di efficienza ed efficacia sinora raggiunti e l'accesso al fondo nazionale per le emergenze".

Abbanoa, il gestore unico delle acque sta schierando sul campo nelle zone colpite tutti gli uomini e mezzi necessari per far fronte alle numerose criticità: 20 squadre di pronto intervento, tecnici elettromeccanici e operatori con autospurgo. Nel primo pomeriggio le intense precipitazioni che si sono verificate nel sassarese hanno causato due ore di blocco al potabilizzatore di Truncu Reale a Sassari a causa di problemi di natura elettrica ora in via di risoluzione grazie agli interventi dei tecnici del Gestore.

In tutti i Comuni colpiti dal maltempo le reti fognarie sono messe duramente alla prova a causa dell’intrusione delle acque piovane. Detriti di qualsiasi tipo, fango, foglie e rami raccolti nelle strade vengono trascinati nelle condotte destinate ai reflui causando intasamenti, guasti negli impianti di sollevamento e mettendo a dura prova il processo di depurazione.

Negli impianti sono arrivati concentrati in pochissime ore delle "bombe d’acqua" con sovraccarichi idraulici cinque volte superiori alle quantità normalmente lavorate. Notevoli criticità si sono verificate ad Abus, Guspini, Laconi, Gestori, Barumini, Villanovafranca, Siniscola, San Teodoro, Palau, Thiesi e Stintino. In Ogliastra i depuratori hanno dovuto fare i conti anche con guasti elettrici che hanno riguardato gli impianti di Lanusei, Ilbono, Elini, Loceri e Barisardo.  

Decine di interventi hanno riguardato i centri del Medio Campidano. Fognature inondate di detriti a Sanluri, Samassi e Collinas, impianti di sollevamento fuori uso a Guspini e Villacidro: in quest’ultimo centro per tutta la notte scorsa l’erogazione all’utenza è stato garantito dalle operazioni eseguite dai tecnici di Abbanoa per far fronte al black out elettrico che aveva disattivato il potabilizzatore  

Anche il territorio dell'ex Provincia di Carbonia-Iglesias è tra i maggiormente colpiti già a partire dalla scorsa settimana. Negli ultimi giorni si sono riscontrate numerose ostruzioni delle condotte fognarie dove si sono riversati quantità notevoli di detriti trascinati dall’intrusione delle acque piovane. A Sant’Antioco, Iglesias, Carbonia, Portoscuso, Giba, Narcao, Piscinas e Masainas sono stati necessari  gli interventi di autospurgo con canal jet: una particolare apparecchiature che consente di disostruire le tubature con getti d’acqua ad altissima pressione. L’intensa attività elettrica sempre legata al maltempo ha creato nei giorni scorsi diversi black out nelle apparecchiature al servizio di impianti di sollevamento a Iglesias, Santadi e Carloforte oltre che nei pozzi di Tratalias e San Giovanni Suergiu.

Questa mattina è stato riscontrato un ulteriore problema elettrico al sollevamento di Lutzanas al servizio dei Comuni di Sagama, Tinnura e Flussio. Grazie alle manovre in rete da parte dei tecnici di Abbanoa sono state evitare interruzioni dell’erogazione ottimizzando le scorte nei serbatoi. Stessa cosa per i serbatoi di Mogoro e Masullas rimasti disalimentati per ore a causa di un guasto in un impianto nel territorio di Setzu.

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