Rabbia sfollati a Genova, Di Maio: "Hanno ragione"

"Rispetto, rispetto" e "ridateci le nostre case". Sono le frasi dei circa 80 abitanti di via Porro, nella zona rossa evacuata sotto ponte Morandi a Genova, che hanno scandito parole di protesta questa mattina durante il consiglio regionale e comunale congiunto per fare il punto sull'emergenza. Sulla questione è intervenuto il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio che ha parlato di un decreto urgente, fissando i tempi. "E' questione di settimane, forse anche di giorni - ha detto -. Stiamo mettendo a punto un decreto urgente che, oltre a tante persone abbandonate in Italia, come i terremotati di Ischia e i terremotati del Centro Italia, affronterà anche il tema di Genova e soprattutto di coloro che sono sfollati e hanno diritto a una casa". "Quelle persone hanno perfettamente ragione - aggiunge -, non si può lasciare la gente in balia dell'elemosina di Autostrade".

Le proteste sono iniziate questa mattina fuori dalla sede del consiglio regionale della Liguria, in via Fieschi a Genova, dove i residenti di via Porro e via Fillak si sono radunati fin dal mattino davanti alla sede dell'Assemblea ligure. I residenti chiedono di poter rientrare nelle proprie abitazioni nella zona rossa per recuperare gli effetti personali lasciati durante l'emergenza. Le proteste sono scattate quando i residenti non sono stati fatti entrare in aula per assistere al consiglio. La situazione è poi rientrata con i cittadini ammessi a seguire l'assemblea in parte dagli spalti della sala consiliare e in parte in due sale attiguo attrezzate con monitor. In aula sono apparsi cartelli che recitano "Nessuna demolizione senza per noi una soluzione". "Prima noi delle imprese, ridateci le nostre case. Rispetto", hanno scandito più volte i residenti presenti.