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Il Washington Post critica Putin: "Errori di calcolo con conseguenze catastrofiche"

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Il Washington Post critica Putin: Errori di calcolo con conseguenze catastrofiche

Vladimir Putin ha fatto uno sbaglio invadendo la Crimea. E potrebbe commetterne altri, fare errori di calcolo tali da portare a conseguenze catastrofiche. A lanciare l'allarme è il Washington Post, in un'analisi a firma David Ignatius.

"Sarei felice se potessimo evitare gli errori della Russia, ma per il momento Putin insiste nel fare la cosa sbagliata", scrive Ignatius, contestando le critiche rivolte a Barack Obama, accusato di scarsa incisività nell'arginare le pretese del presidente russo. "Ci sono molte critiche che si possono fare alla politica estera di Obama, specialmente in Siria, ma l'idea secondo cui l'attacco di Putin in un qualche modo è colpa degli Stati Uniti è irrazionale".

Secondo l'autore dell'articolo lo sbaglio di Putin sembra derivare da un'errata valutazione sulla possibile reversibilità del processo che ha portato alla fine dell'Unione Sovietica nel 1991. "Quanto più la Russia cederà a questa strategia revanchista tanto più gravi diventeranno i suoi problemi".

Ciò che Putin non capisce più di ogni altra cosa è il fatto, secondo Ignatius, che "il centro di gravità si è spostato dall'ex Unione Sovietica verso ovest". Ex paesi satelliti come la Polonia e la Repubblica ceca sono inseriti nell'Unione Europea, le repubbliche della ex Jugoslavia sono sopravvissute al sanguinoso disfacimento della federazione e nella maggior parte stanno emergendo come 'forti democrazie'.

L'Ucraina stava per aderire a questo movimento verso Occidente quando Yanukovich ha improvvisamente sospeso i colloqui con l'Ue, ricorda Ignatius. "Per le decine di migliaia di coraggiosi ucraini che hanno sfidato il freddo e la brutalità della polizia per protestare, la sottomissione di Yanukovich a Mosca sono sembrate un tentativo di rovesciare la storia", conclude.

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