Israele ai civili di Gaza: "Pronti al raid, lasciate la zona". In migliaia in fuga

L'esercito israeliano, attraverso il lancio di volantini, messaggi sms, registrazioni audio e altri mezzi sta da stamattina allertando la popolazione a nord della Striscia di Gaza, chiedendo di evacuare la zona in vista di un attacco aereo. Ai residenti, riportano i media israeliani, è chiesto di spostarsi verso sud prima di mezzogiorno (ora locale). "L'operazione dell'esercito sarà breve", recita il messaggio, "chi non seguirà le istruzioni dell'esercito israeliano metterà a rischio la propria vita e quella della propria famiglia. Attenzione".

Migliaia di persone hanno iniziato a lasciare la zona. Con loro anche i circa 800 residenti di Gaza con passaporto straniero che si sono recati al valico di Erez.

Israele ha colpito circa 1.320 bersagli nella Striscia di Gaza dall'inizio dell'Operazione Confine Protettivo lanciata martedì. Secondo il bilancio riportato dai media israeliani, nello stesso periodo di tempo i razzi e i colpi di mortaio lanciati contro Israele dalla Striscia sono stati oltre 800.

Uno di questi, in mattinata, è esploso ad Ashkelon, ferendo seriamente un ragazzo israeliano di 16 anni. Lo riportano i media di Israele. Un altro razzo lanciato contro la città è stato intercettato dal sistema di difesa missilistica Iron Dome.

Bilancio dei morti - E' di almeno 159 morti nella Striscia di Gaza il bilancio attuale delle vittime palestinesi dell'Operazione Confine Protettivo, entrata nel suo sesto giorno. Nella tarda serata di ieri, Israele ha colpito l'abitazione del capo della polizia di Gaza, Tayseer Al-Batsh, in quello che è risultato l'attacco più sanguinoso dall'inizio dell'operazione. Ventuno persone sono rimaste uccise e 35 ferite. Tra loro, lo stesso Al-Batsh.

Sempre nella serata di ieri, per la prima volta dall'inizio dell'operazione, alcuni razzi sono stati lanciati dal Libano contro il nord di Israele. Non sono stati registrati danni di rilievo e l'esercito israeliano ha risposto con il lancio di proiettili di artiglieria contro il territorio libanese. Hamas ha negato qualsiasi coinvolgimento nel lancio di razzi dal Libano.

Avanti fino alla tranquillità - Israele "continuerà ad operare a Gaza per ristabilire la tranquillità". Lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu. "Non sappiamo quando l'operazione finirà, potrebbe volerci del tempo", ha aggiunto Netanyahu secondo quanto riportato dai media di Israele.

Mentre il presidente Shimon Peres accusa: "Gaza poteva essere libera e prospera, ma ha adottato il terrore. L'esercito israeliano sta agendo contro questo terrore con determinazione, sicurezza e dedizione". Come riportano i media israeliani, per Peres "il terrorismo di Hamas intende colpire i civili israeliani innocenti. Non possiamo continuare a permettere una realtà in cui cinque milioni di civili, compresi madri e bambini, devono correre nei rifugi", ha concluso il presidente israeliano.

Abbas - Il presidente palestinese Mahmoud Abbas chiede all'Onu che Israele "fermi l'aggressione contro il popolo palestinese". La leadership palestinese ad agosto contatterà anche la Commissione per l'eliminazione delle discriminazioni razziali (Cerd) per chiedere che Israele venga designato come uno "stato apartheid" e chiederà una riunione di emergenza del Consiglio dei Diritti umani dell'Onu.

L'attacco di terra all'alba - Prima incursione di terra ufficialmente dichiarata da Israele nella Striscia di Gaza. Stamattina l'esercito ha riferito che unità dei commandos navali israeliani hanno attaccato nella Striscia, distruggendolo, un sito utilizzato da Hamas per il lancio di razzi a lungo raggio contro Israele. Nell'operazione quattro militari israeliani sono rimasti lievemente feriti durante i combattimenti. Fonti palestinesi riferiscono che tre combattenti di Hamas sono rimasti uccisi.

Scontri a Gerusalemme - Scontri tra manifestanti palestinesi e polizia israeliana, stamattina sulla Spianata delle Moschee a Gerusalemme. I manifestanti hanno lanciato pietre e petardi contro gli agenti, ferendone due. La polizia israeliana, riporta Haaretz, ha fermato dieci giovani palestinesi. A causa degli scontri, l'area è stata chiusa ai visitatori.

Appello del Papa - Papa Francesco, dopo l'Angelus in piazza San Pietro, rivolge un nuovo accordato appello per la pace in Terra Santa. "Rivolgo a tutti voi un accorato appello a continuare a pregare con insistenza per la pace in Terra Santa, alla luce dei tragici eventi degli ultimi giorni. Ho ancora nella memoria il vivo ricordo dell'incontro dell'8 giugno scorso con il Patriarca Bartolomeo, il Presidente Peres e il Presidente Abbas, insieme ai quali abbiamo invocato il dono della pace e ascoltato la chiamata a spezzare la spirale dell'odio e della violenza".

"Qualcuno potrebbe pensare che tale incontro sia avvenuto invano. Invece no, - avverte Bergoglio -. La preghiera ci aiuta a non lasciarci vincere dal male né a rassegnarci a che la violenza e l'odio prendano il sopravvento sul dialogo e la riconciliazione". Da qui l'appello del Papa: " Esorto le parti interessate e tutti quanti hanno responsabilità politiche a livello locale e internazionale a non risparmiare la preghiera e alcuno sforzo per far cessare ogni ostilità e conseguire la pace desiderata per il bene di tutti. E invito tutti ad unirvi nella preghiera. Ora, Signore, aiutaci tu! Donaci tu la pace, insegnaci tu la pace, guidaci tu verso la pace. Apri i nostri occhi e i nostri cuori e donaci il coraggio di dire: "mai più la guerra!"; "con la guerra tutto è distrutto!". Infondi in noi il coraggio di compiere gesti concreti per costruire la pace... Rendici disponibili ad ascoltare il grido dei nostri cittadini che ci chiedono di trasformare le nostre armi in strumenti di pace, le nostre paure in fiducia e le nostre tensioni in perdono".