Home . Fatti . Esteri . Londra, Camera dice sì a Stato palestinese. Israele: "Così mina processo di pace"

Londra, Camera dice sì a Stato palestinese. Israele: "Così mina processo di pace"

ESTERI
Londra, Camera dice sì a Stato palestinese. Israele: Così mina processo di pace

(Foto Xinhua)

La "correzione di un errore storico che ha privato il popolo palestinese dei suoi diritti, laddove la Palestina è stata considerata una terra senza popolo per un popolo senza terra". E' così che il ministro degli Esteri palestinese, Riad al-Malki, ha commentato il voto favorevole espresso ieri dalla Camera dei Comuni del Regno Unito alla mozione non vincolante che riconosce lo Stato palestinese.

Come si legge sul sito dell'agenzia di stampa ufficiale dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) 'Wafa', Malki ha ringraziato i parlamentari britannici di tutte le sigle politiche che "hanno superato incredibili pressioni e hanno ascoltato la voce della logica, del diritto e della giustizia". "La Palestina - ha aggiunto il ministro - si aspetta dal governo britannico che riconosca lo Stato palestinese, che rispetti questa decisione e la traduca in un immediato riconoscimento, a conferma del suo sostegno al processo di pace sulla base del principio dei due Stati e della creazione di uno Stato palestinese a fianco di Israele che vivano in sicurezza e pace".

Malki ha espresso apprezzamento per la posizione di condanna degli insediamenti manifestata dal Regno Unito e per la sua richiesta al governo israeliano di fermare la politica degli insediamenti, che è contraria al diritto internazionale e alle risoluzioni emesse al riguardo.

La risoluzione è definita un messaggio "preoccupante" che mina il processo di pace da Israele. "La strada per lo stato palestinese passa attraverso il negoziato" - si legge in un comunicato diffuso questa mattina dal ministero degli Esteri israeliano - "un riconoscimento internazionale prematuro significa inviare alla leadership palestinese il preoccupante messaggio che è possibile eludere le difficili scelte che entrambe le parti devono affrontare, e quindi mina le possibilità di raggiungere una vera pace".

Il voto del parlamento britannico è giunto nella tarda serata di ieri con 274 voti a favore e 12 contrari, ma meno della metà dei parlamentari vi ha preso parte e tutti i ministri si sono astenuti. La mozione, che non è vincolante, afferma che la Camera "ritiene che il governo debba riconoscere lo stato di Palestina accanto a quello di Israele come contributo per raggiungere una soluzione negoziata con due stati".

"Il governo britannico segua l'esempio del suo Parlamento e dell'opinione pubblica e riconosca lo Stato palestinese", è l'appello lanciato da Hanan Ashrawi, esponente dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp), il quale ha espresso soddisfazione per questo passo e ha esortato il governo britannico a "prendersi le sue responsabilità nei confronti del popolo palestinese e a correggere l'ingiustizia storica inflitta al popolo palestinese".

Ma in realtà il governo britannico non sembra tuttavia intenzionato a seguire, almeno nell'immediato, le indicazioni del parlamento, imitando la Svezia, primo paese dell'Ue che ha annunciato di voler riconoscere la Palestina. La posizione ufficiale rimane infatti quella stabilita dall'ex ministro degli Esteri William Hague, ovvero che "Londra si riserva il diritto di riconoscere bilateralmente lo stato palestinese nel momento che sceglierà e quando potrà meglio portare la pace". Tuttavia, dopo il fallimento dell'ultimo negoziato fra israeliani e palestinesi, il voto segna un campanello d'allarme per Israele, contrario a ogni riconoscimento dello Stato palestinese prima di un accordo di pace.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.