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Il 9 riprende il dialogo sulla Libia. Gentiloni: serve fortissima pressione sulle parti

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Il 9 riprende il dialogo sulla Libia. Gentiloni: serve fortissima pressione sulle parti

Da sinistra il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier, l'Alto rappresentante Ue Federica Mogherini, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ed il collega francese Laurent Fabius

Il dialogo tra le parti in Libia ''deve continuare'' e ''nella fase attuale è necessario mettere sotto fortissima pressione da parte della comunità internazionale chi volesse boicottare o sottrarsi ai negoziati''. Lo ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni a margine della ministeriale Nato a Bruxelles, dopo l'annuncio da parte della missione dell'Onu in Libia che il 9 dicembre si terrà il secondo round del dialogo nazionale.

"La strada resta difficile, ma siamo molto soddisfatti dai passi in avanti per la condivisione delle responsabilità nel teatro di crisi più delicato per il nostro interesse nazionale", ha detto il titolare della Farnesina al termine dell'incontro con i ministri degli Esteri di Francia, Germania, Spagna e Regno Unito, il segretario di Stato americano, l'Alto rappresentante dell'Unione Europea per gli Affari Esteri e il vice segretario generale delle Nazioni Unite per gli Affari politici.

Riprende il negoziato. La missione Onu di sostegno alla Libia (Unsmil) ha annunciato per martedì prossimo l'avvio di un nuovo round del dialogo nazionale. In un comunicato si legge che la missione Onu ha convocato le parti nel tentativo di trovare il modo di mettere fine con il dialogo alla crisi politica e della sicurezza in Libia: ''Dopo consultazioni con le parti in causa, l'Unsmil ha convocato un nuovo round del dialogo politico per il 9 dicembre. Nei prossimi giorni forniremo ulteriori dettagli''. Nei giorni scorsi l'emittente al-Arabiya aveva anticipato l'avvio di un nuovo round di negoziati interni sottolineando che l'obiettivo è quello di formare un "governo di unità nazionale" per supervisionare il referendum sulla Costituzione, la cui bozza finale è attesa per dicembre, per poi consentire lo svolgimento delle elezioni presidenziali e parlamentari nel mese di luglio. All'incontro dovrebbero partecipare "leader tribali e organizzazioni della società civile". Nel Paese ci sono ora due Parlamenti e due governi rivali, uno ''laico'' riconosciuto dalla comunità internazionale e l'altro ''di salvezza'' a Tripoli sostenuto dalle milizie islamiche armate. Il primo round del dialogo nazionale si era svolto il 29 settembre nella città di Ghadames, nella Libia sudoccidentale. La maggior parte dei presenti aveva concordato sulla necessità di una tregua, ma non era ancora stato raggiunto un cessate il fuoco.

Dichiarazione congiunta Ue-Onu-Usa. Francia, Germania, Italia, Spagna, Regno Unito, Stati Uniti, l’Unione Europea e le Nazioni Unite chiedono "una cessazione immediata delle ostilità" in Libia e sottolineano "la loro volontà, nel caso in cui alcuni attori chiave non dovessero partecipare al processo guidato dalle Nazioni Unite, di prendere in considerazione il ricorso a misure aggiuntive per proteggere l’unità, la stabilità e la prosperità della Libia e per contrastare l’espansione delle minacce terroristiche in Libia e nella regione". E' quanto si indica in un comunicato congiuto al termine di un incontro nella sede della Nato a Bruxelles fra i ministri degli Esteri di Francia, Germania, Italia, Spagna, Regno Unito, il segretario di Stato Usa, l'alto rappresentante Ue per gli Affari esteri e il vice segretario generale dell'Onu, che esprimono “seria preoccupazione per il deterioramento della situazione in Libia” e accolgono “con favore l’annuncio del rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite, Bernardino Leon, di convocare il 9 dicembre un nuovo round di colloqui ai quali prenderanno parte attori chiave nel panorama libico”. Inoltre, si spiega nel comunicato congiunto al termine della riunione promossa dall’Italia, accolgono “con favore le positive reazioni delle parti alle quali hanno chiesto di partecipare in modo costruttivo e senza precondizioni a questo processo che rappresenta la strada da percorrere affinché la Libia possa determinare il proprio futuro”. Ed esprimono “apprezzamento per i coraggiosi patrioti libici che hanno assunto rischi a favore della pace impegnandosi in questo processo” e condannano “con forza i recenti episodi di violenza, inclusi gli attacchi aerei, che minano le prospettive per una soluzione negoziata, e hanno evidenziato le terribili sofferenze per tutti in Libia causate dalle continue violenze”.

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