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Filippine, marine Usa accusato formalmente dell'omicidio di una transessuale

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Filippine, marine Usa accusato formalmente dell'omicidio di una transessuale

Un marine americano è stato formalmente incriminato oggi per l'omicidio di una transessuale filippina, avvenuto lo scorso ottobre a Olongapo City, a nord-ovest di Manila. Attualmente Joseph Scott Pemberton (19 anni) è detenuto nel quartier generale dell'esercito filippino della capitale e, in caso di condanna, rischia una pena fino a 40 anni di reclusione.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, il giovane avrebbe ucciso Jennifer Laude, di 26 anni, in una stanza di albergo dove i due si erano recati dopo essersi conosciuti in una discoteca del posto. Il corpo della vittima fu ritrovato nel bagno dell'hotel con l'osso del collo rotto. A spezzarglielo, secondo gli inquirenti, sarebbe stato proprio Pemberton, andato su tutte le furie per aver scoperto che non era una donna.

Per il procuratore di Olongapo City "è ancora presto per dire se Pemberton sarà posto sotto la custodia filippina ora è stato formalmente accusato". Il caso ha portato a rinnovati appelli per la revoca dell'accordo Visiting Forces (VFA), in base al quale le autorità statunitensi mantengono la giurisdizione sul personale delle forze americane di stanza nelle Filippine accusato di aver commesso crimini, a meno che i reati non siano di "particolare" rilevanza. "In conformità con il VFA, non vediamo l'ora di collaborare con il governo degli Stati Uniti per assicurare alla giustizia l'omicida di Jennifer Laude", ha detto il ministero degli Esteri.

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