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Ucraina, battesimo europeo per il nuovo palazzo dell'indipendenza di Lukashenko

ESTERI

Non avrebbe potuto sperare in un'occasione migliore di un vertice come quello di oggi Aleksandr Lukashenko che deve vedersela con la crisi economica tracimata dalla Russia oltre che con le elezioni presidenziali entro fine anno. Il presidente che fu definito dalla segretaria di stato Usa Condoleeza Rice "l'ultimo dittatore d'Europa" ospita questo pomeriggio il tentativo in extremis dell'Europa di porre fine all'escalation della guerra nell'est dell'Ucraina, la crisi più grave in Europa dopo la fine della guerra dei Balcani.

Nel suo nuovo Palazzo dell'Indipendenza di Minsk sono arrivati questo pomeriggio Angela Merkel, Francois Hollande, oltre che Petro Poroshenko e Vladimir Putin, che da queste parti è di casa. Domenica Lukashenko, che in questi mesi ha mantenuto i rapporti con Poroshenko e Kiev e deciso di non seguire la Russia nell'introduzione di controsanzioni contro l'Europa, ha interrotto una vacanza sciistica a Sochi per vedere Putin e organizzare l'incontro strappato ad Astana (un possibile vertice in 'formato Normandia' nella capitale del Kazakhstan era stato cancellato il mese scorso dalla cancelliera tedesca per l'assenza di segnali positivi sul terreno).

Nei vent'anni di leadership di Lukashenko, che insieme ad altri esponenti bielorussi è soggetto al bando dei visti nell'Ue e negli Usa, si ricordano le sole visite di Silvio Berlusconi nel 2009 e della presidente della Lituania Dalia Grybauskaite l'anno successivo.

Il palazzo dell'indipendenza inaugurato nel 2013 allo scopo di "ospitare eventi importanti e cruciali, incontri di delegazioni straniere, celebrazioni di famiglie estese e l'ammissione dei ragazzini nelle organizzazioni di pionieri", come si legge sul sito della repubblica di bielorussia. "L'idea è quella di presentare visivamente il punto più alto della nostra indipendenza", aveva aggiunto. Gli eventi ospitati fino a oggi, un vertice del Consiglio euroasiatico, un summit dei paesi della Comunità degli stati indipendenti, la consegna della medaglia di eroe della Bielorussia alla campionessa olimpica Darya Domracheva, oltre che le trattative che hanno portato agli accordi di Minsk fra l'agosto e l'inizio di settembre dello scorso anno.

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