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Reporter americano scomparso in Siria, genitori lanciano campagna online

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Reporter americano scomparso in Siria, genitori lanciano campagna online

La famiglia del giornalista statunitense Austin Tice, catturato in Siria nell'agosto 2012, ha chiesto agli americani di firmare una petizione online per chiedere al governo degli Stati Uniti di intensificare gli sforzi per riportarlo a casa. La petizione sarà indirizzata direttamente al presidente Barack Obama.

Postando fotografie di se stessi bendati, Debra Tice e il marito Marc Tice, in collaborazione con l'ong Reporter senza Frontiere, hanno lanciato una campagna mediatica per diffondere il messaggio 'Free Austin Tice' e a partire dal 16 febbraio, i siti internet di oltre 260 testate ospiteranno il banner #FreeAustinTice. Tra questi anche il Washington Post.

Austin Tice, che ha lavorato, fra gli altri, per il Washington Post e il McClatchy Newspapers, è scomparso da quasi due anni e mezzo in circostanze misteriose. E nonostante il luogo in cui è detenuto non sia conosciuto, i genitori sono convinti che sia vivo.

Delphine Halgand, a capo della sezione americana di Reporter senza Frontiere, ha annunciato che il banner presente sui siti web di notizie, indirizzerà i lettori al sito FreeAustinTice.rsf.org. "Siamo rincuorati dall'enorme supporto che Austin sta ricevendo inviare", ha detto Baron. "Vogliamo fare tutto il possibile per aumentare la consapevolezza della sua prigionia spaventosamente lunga e facilitare la sua liberazione".

Ai sostenitori della campagna è stato chiesto di scattarsi delle fotografie con un panno nero legato sugli occhi in un gesto di sostegno. "Quando un giornalista viene rapito, siamo tutti bendati, perché siamo privi di informazioni", ha detto Halgand. La notizia del rapimento di Tice - che sarebbe l'unico americano ancora ostaggio in Siria - è stata data nei giorni scorsi, dopo la conferma dell'uccisione della cooperante Kayla Mueller.

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