Strage Tunisi, 4 italiani morti. Is: "E' solo l'inizio" (Foto - Video)

Un Paese in lutto. E' così che si è svegliata la Tunisia, macchiata dalla strage di ieri al Museo del Bardo (VIDEO) dove un commando di terroristi vestiti in divise militari ha ucciso 23 persone - venti stranieri e tre tunisini - tra cui quattro cittadini italiani. La Farnesiana ha confermato che anche i due connazionali che finora risultavano irreperibili sono tra le vittime. Si tratta di Antonella Sesino di Torino e Giuseppina Biella di 70 anni di Meda (Monza e Brianza). I familiari sono attesi a Tunisi per riconoscimento formale. Sono 47 i feriti.

Nove le persone arrestate per l'attentato. L'ufficio della presidenza della Tunisia precisa che quattro di loro sono accusate di un legame diretto con l'attacco, mentre altri cinque sono sospettate di avere rapporti con la cellula terroristica. Le forze di sicurezza tunisine hanno anche arrestato la sorella di Jabeur Khachnaoui, uno dei due terroristi uccisi nell'attacco.

E arriva la rivendicazione da parte del sedicente Stato islamico (Is) dopo che già ieri ne avevano parlato i media tunisini. A riferirlo è Rita Katz, fondatrice del sito di intelligence Site, che su Twitter parla di un messaggio audio di rivendicazione nel quale i due attentatori vengono citati con i nomi di battaglia Abu Zakarya al-Tunisi e Abu Anas al-Tunisi. Non c'è ancora una prova, tuttavia, dell'autenticità delle rivendicazione. "Noi diciamo agli apostati - si sente nell'audio dell'Is riportato su Twitter - che sono in Tunisia che questa è solo prima goccia di pioggia e che non godranno di sicurezza né di pace". Sono stati uccisi e feriti "decine di crociati e apostati", dice l'Is che parla di una "battaglia benedetta da Dio" in cui "due cavalieri dello Stato Islamico, Abu Zakarya al-Tunisi e Abu Anas al-Tunisi, pesantemente armati hanno preso di mira il Museo del Bardo, che si trova nel quartiere di massima sicurezza del Parlamento tunisino". "Gli infedeli sono stati terrorizzati dal Signore e i nostri fratelli sono stati in grado di asserragliare un gruppo di cittadini di paesi crociati", prosegue il messaggio audio nel quale è riconoscibile la voce dello speaker che legge il notiziario della radio dell'Is 'al-Bayan', che trasmette da Mosul, roccaforte dei jihadisti nel nord dell'Iraq.

Lutto cittadino a Novara e Torino - In omaggio a Francesco Caldare, il pensionato 64enne, colpito da una raffica di mitra, lutto cittadino oggi e domani a Novara. Esposte bandiere a mezz'asta su tutti gli edifici pubblici: alle 12 di venerdì l'interruzione di ogni attività sarà accompagnata da un minuto di silenzio. Lutto cittadino anche a Torino dopo che è arrivata la conferma della morte di Orazio Conte. Il sindaco, Piero Fassino, continua a seguire la situazione in contatto diretto con la Farnesina.

I racconti dei sopravvissuti - Tante le testimonianze di chi ce l'ha fatta: "I miei hanno chiamato mio fratello, solo un attimo, il tempo per dirgli che mio padre sta a letto in attesa della visita del medico di bordo", racconta Daniela Di Porto, figlia della coppia di ebrei romani sopravvissuta ieri all'attentato terroristico. Sono rimasti inizialmente un po' scossi dalla consapevolezza del pericolo scampato ma tutto sommato stanno bene e hanno ritrovato la tranquillità gli studenti e i docenti di Catanzaro che ieri si trovavano a Tunisi proprio durante le ore dell’attentato terroristico al museo del Bardo, spiega il dirigente scolastico dell’istituto 'Fermi', Luigi Macrì. Ammassati in una sorta di bunker, mentre fuori risuonavano gli spari, così un gruppo di turisti molisani di Bojano raccontano quei momenti di terrore, mentre una coppia di spagnoli ha trascorso la notte nei sotterranei del museo.

La solidarietà, come dopo l'attacco di Parigi, si fa sentire anche via social: la rete si mobilita e via Twitter nasce la campagna sociale #jesuisBardo .

Tema sicurezza - Sul fronte politico il governo è a lavoro sul tema sicurezza. E' stata convocata oggi al palazzo presidenziale di Cartagine una riunione del Consiglio di Sicurezza Nazionale tunisino per varare misure urgenti. A presiederla il presidente Beji Caid Essebsi, riunito con i vertici militari e responsabili della sicurezza. La presidenza tunisina ha annunciato che l'esercito sarà schierato per le strade delle maggiori città della Tunisia per aumentare il livello di sicurezza. Il premier Essid invece ha visto i rappresentanti della maggior parte dei partiti politici, della società civile e di varie organizzazioni tunisine. Il premier ha esortato le forze politiche a rimanere unite e a collaborare nella lotta al terrorismo. Oltre 400 nuovi agenti saranno assunti per garantire la sicurezza nei musei e nelle sedi istituzionali in Tunisia mentre, riaprirà martedì, al più tardi, il Museo del Bardo di Tunisi. Sono circa 400 le cellule terroristiche dormienti nel Paese.

Per il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni "l'Italia non si deve sentire un paese in guerra ma deve stare all'allerta. Stiamo facendo quello che è il mestiere di uno Stato democratico: proteggere i nostri confini, alzare i livelli di sicurezza sui possibili bersagli del terrorismo. Abbiamo rafforzato la presenza navale nel Mediterraneo, per ora non c'è una commistione tra fenomeni migratori e terrorismo ma non possiamo escluderla. Insomma nessun allarmismo ma tutti i nostri livelli di allerta e attenzione sono al massimo. Non è tecnicamente massima allerta perché non ci sono notizie di minacce specifiche verso l'Italia'.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha parlato in un'intervista alla Cnn di un "attacco alla democrazia e alla cultura" ritenendo l'accaduto un fatto "doloroso e allarmante". E' "sconcertante" che il gesto di sparare contro persone indifese sia salutato come un "atto di eroismo", commenta Mattarella definendo quello dell'Is "il più alto livello di barbarie possibile". Per il capo dello Stato, "l'Is, come tutto il terrorismo fondamentalista, è il nuovo vero pericolo per la civilizzazione, la democrazia e i diritti umani".

L'Unione europea e la Tunisia "rafforzeranno ancora di più la loro cooperazione", ha invece garantito l'alto rappresentante Ue per gli Affari esteri, Federica Mogherini, entrando al vertice Ue dei capi di Stato e di governo sull'attacco di ieri a Tunisi. Mogherini ha detto di aver parlato questa mattina con il premier tunisino "per esprimergli tutto il sostegno della Ue e degli europei, non solo in termini di sicurezza e di misure contro questi attacchi terroristici, ma anche in termini economici e di transizione democratica che il Paese sta vivendo".

La ricostruzione dell'attentato - Le forze di sicurezza tunisine sono intervenute uccidendo 2 membri del commando, uno dei due attentatori era noto ai servizi di intelligence. Secondo le ultime informazioni ufficiali, tre complici sono stati arrestati, mentre un quarto uomo risulta ricercato dalle forze dalla sicurezza tunisina. (VIDEO). L a Tunisia sta lavorando con altri Paesi per avere maggiori informazioni sugli assalitori, identificati in Yassine Laabidi e Hatem Khachnaoui. Laabidi era noto all'intelligence, ha detto il premier, sebbene per ''nulla di speciale''. Uno dei tunisini che ieri hanno attaccato il museo era un militante del partito islamico Ennahda . Gli attentatori indossavano "cinture esplosive" ed erano dotati di "armi tecnologiche", ha spiegato ministro tunisino dell'Interno, Mohamed Najem Gharsalli.